cara Margherita, temo che dal punto di vista giuridico tu abbia ragione. Comunque, giro anche a Marco Ricolfi questa mail. Il fatto drammatico è rappresentato dalle leggi economiche. La diseconomia di scala rispetto alla dimnsione del prodotto e l'economia di scala rispetto alla dimensione del mercato rendono i GAFAM imbattibili sul mercato e producono il disastro economico del nostro Paese. Cominciamo a proporre la norma del 90% e poi la cancelliamo; sarebbe utile almeno al fine di far comprendere a quelli che contano nel nostro Paese (e che hanno ispirato il nostro PNRR come abbiamo già visto) che far fare business ai soliti noti non ci giova. Io sarei felicissimo se nell'attribuzione dei finanziamenti si rispettassero gli art. 68 e 69 del Codice dell'Amministrazione Digitale e le norme nazionali e comunitarie sulla privacy. A questo punto la regola del 90% sarebbe inutile. Comunque, tutti i paesi finanziano le proprie strutture di ricerca e ciò è considerato legale. Allora, carichiamo di denaro il nostro GARR per fare la rete pubblica; invece, la faremo fare a qualche multinazionale straniera, o no? Raf Il 03/05/21 14:52, Maria Margherita Salvadori ha scritto:
Ciao Raffaele,
senti meglio Marco R., ma in prima battuta la regola che proponi è contraria ai trattati UE, cioè al mercato unico europeo. Capisco l'obiettivo, ma scritta così mi pare imponibile.
Se fosse "/Almeno 90% del finanziamento dovrà essere stanziato a favore di strutture pubbliche o imprese_dell'Unione europea_/" potrebbe avere qualche profilo di conflitto con gli accordi di libero scambio OMC-WTO (in particolare Appalti pubblici in relazione alle soglie di spesa) ed anche con accordi di partenariato con singoli paesi non-UE. Non credo però raggiungerebbe l'obiettivo. My 2 cents
Stai bene, Margherita
Il giorno lun 3 mag 2021 alle ore 12:19 Angelo Raffaele Meo <meo@polito.it <mailto:meo@polito.it>> ha scritto:
Conoscendo i nostri polli, avevamo temuto che quello che si chiamava Recovery Plan diventasse una importante opportunità di business per i soliti noti stranieri. Per questo avevamo scritto una prima lettera, sottoscritta da decine di colleghi e associazioni importanti, a Giuseppe Conte e ad alcuni suoi ministri in cui affermavamo che il software libero e l'informatica libera rappresentano un'importante opportunità di riscatto per il nostro Paese e chiedevamo che nella definizione del programma si tenesse in conto sia il codice dell'amministrazione digitale sia le norme per la protezione dei dati personali. Dal Governo arrivò soltanto la risposta simpatica e positiva della ministra Pisano. La ministra Pisano non fu rinnovata e fu sostituita da Vittorio Colao. Un amico mi ha spiegato che Colao è una persona di alto livello professionale e di grande onestà e io gli credo. Tuttavia, il suo glorioso passato come presidente di una importante multinazionale delle telecomunicazioni e la sua promessa di portare la fibra ottica a tutti entro il 2026 mi hanno ricordato quello che diceva Laocoonte ai suoi concittadini davanti al cavallo di Troia: "Timeo Colaum et dona ferentes". Abbiamo mandato una nuova lettera a Draghi e ai suoi ministri, compreso ovviamente Colao, ma non è arrivata nessuna risposta. La realtà della scienza e della tecnologia è diventata molto complessa e le persone importanti non hanno il tempo necessario per comprenderla. Pertanto non credono a noi e al spftware libero. Pertanto, mi è venuta un'altra idea, finalizzata prevalentemente agli interessi economici del nostro Paese: suggerire questa norma ai proponenti del PNNR: "Almeno 90% del finanziamento dovrà essere stanziato a favore di strutture pubbliche o imprese nazionali". Qualcuno conosce una persona importante che ci ascolti e proponga quella regoletta? _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it <mailto:nexa@server-nexa.polito.it> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa