https://stop.zona-m.net/2019/11/adversarial-interoperability.-of-course./
"Today, once everyone you want to talk to is on Facebook, you can’t be convinced to use another, superior service, because all the people you’d use that service to talk to are still on Facebook. And of course, those people also can’t leave Facebook, because you’re still there." Alcuni (parecchi) anni fa, in una località balneare delle mie parti il sindaco, pressato dalle continue lamentele degli abitanti del luogo (gente, ça va sans dire, benestante e influente, per avere la villa fronte mare) emette un'ordinanza che obbliga i locali ad abbassare la musica a mezzanotte. I "giovani", per tutta risposta, l'estate successiva abbandonano quella località per trasferirsi in un'altra più "permissiva". A decidere in quale posto spostarsi è, in genere, un piccolo gruppo di persone (i cosiddetti "vip") ai quali si accodano via via tutti gli altri. Questo nella realtà, sui social avviene più o meno la stessa cosa. Riccardo Luna, nel suo pezzo "Su Clubhouse la festa è finita: ricomincerà?" [1], scrive: "Dove Elon Musk che fa il pienone, che qui sono cinquemila persone, e invita Vladimir Putin? Dove è Fiorello? E con lui tutti gli altri super vip che nei primi giorni stavano sempre qui e tu agganciavi la stanza e li potevi ascoltare dal vivo mentre cazzeggiavano. Era una bella sensazione. Chissà, magari tornano. O magari no.". Già, magari no, l'articolo termina con "però se adesso la vita social è anche audio sappiamo di chi è il merito". Chiudo questo mio inutile intervento con una proposta. Consigliamo ai vip e super vip di ritirarsi per un po' dalla "vita social", di seguire Richard Gere ("Non mi interessano minimamente i social e non li frequento neanche dietro falso nome") [2]. Antonio [1] https://www.repubblica.it/dossier/stazione-futuro-riccardo-luna/2021/04/20/n... [2] https://www.thesocialpost.it/2019/07/25/richard-gere-si-racconta/