Buongiorno,
Roberto Caso <roberto.caso@unitn.it> writes:
[...]
http://webtv.senato.it/webtv_comm?video_evento=80701
> L'audizione inizia a circa 3h:16m.
Vista grazie.
Complimenti per la chiarezza e la sintesi.
Colgo l'occasione per fare i complimenti anche a Marco Ciurcina, che ha
fatto un intervento (poco dopo, come Associazione GOIPE) sul
file-sharing molto denso.
Sto aspettando che vengano caricati i documenti acquisiti dalla
commissione nella pagina dedicata per avere un sacco di materiale
interessante: http://www.senato.it/3710
(il documento AISA è già linkato in questo thread)
[...]
> Ma senza un cambiamento sistemico di diritti di proprietà
> intellettuale e valutazione della scienza non si va molto lontano:
> https://aisa.sp.unipi.it/scienza-aperta-e-valutazione-della-ricerca-in-tempi-di-crisi-aisa-scrive-al-presidente-della-repubblica/
Il Presidente della Repubblica continuerà a declamare bellissimi
principi, tipo
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È essenziale che sia disponibile per tutti. Che sia conosciuto,
raccontato, condiviso. Che siano rimossi gli ostacoli e reso più agevole
il rapporto tra istituzioni culturali e società e l’accesso al sapere.
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...ma alla fine il compito di SOMMINISTRARE la conoscenza (a volte
alterandola con una narrazione creativa, quando va bene)
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è assegnato ai media e in particolare al nostro servizio pubblico.
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É esattamente questo ruolo che viene (impropriamente) assegnato ai media
che fa sì che (cito da [1], pag. 2):
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Il diritto d’autore viene utilizzato impropriamente per redistribuire
profitti tra intermediari.
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Per essere chiari: un ricercatore pubblica una ricerca e un giornalista
la racconta a modo suo, spesso senza _un_link_ ai risultati della
ricerca; questo è quello che alla società è dato sapere.
...e l'articolo è protetto da diritto d'autore.
Pure logiche miopi di redistribuzione dei profitti (anche quando sono
scarsi) si trasformano in controllo improprio della diffusione della
conoscenza.
Per fortuna non è sempre così perché sempre più ricercatori - spesso con
l'aiuto delle loro istituzioni accademiche - si stanno organizzando per
rendere irrilevanti gli intermediari, pubblicando direttamente con
licenze libere.
Io non vedo _nessuna_ volontà politica di interromprere l'uso abberrante
del diritto d'autore e tornare a ragionarvi in modo equilibrato [2]...
... però grazie infinite a tutti quelli che ci stanno provando!
Saluti, Giovanni.
[1] https://aisa.sp.unipi.it/wp-content/uploads/2020/05/AISA_audizione_Senato_2020_14_05_2020.pdf
[2] come ai bei tempi che furono in cui il diritto d'autore durava 14
anni **dalla pubblicazione**, mica 75 **dalla morte** dell'autore
(ideona del 1791), ereditario come un titolo nobiliare.
--
Giovanni Biscuolo
Roberto Caso
Professore Associato di Diritto Privato Comparato
Università di Trento - Facoltà di Giurisprudenza
http://www5.unitn.it/People/it/Web/Persona/PER0000633
http://www.lawtech.jus.unitn.it/index.php/people/roberto-caso
https://twitter.com/RobertoCaso