Confesso un mio limite, credo culturale. Da 25 anni, come molti avvocati, tento quotidianamente di piegare i fatti della vita di singoli cittadini (sempre diversi, sempre ricchi di mille sfumature) nelle fattispecie, generali ed astratte, descritte dalle leggi, o per converso tento di piegare quella necessaria generalità ed astrattezza propria della norma, alla storia particolare del cliente, che è sempre, e dico sempre, una storia particolare. Il finale della utile riflessione del Suo pezzo (che mi ero perso e ringrazio davvero per la segnalazione) mi appare però come un incubo: forse è solo unirrazionale uncanny valley verso lalgoritmo (per dirla alla Tufekci) ma pensare ad << un costo di controllo e di enforcement praticamente nullo perché ciò che non è possibile scegliere in un menu non può semplicemente esser fatto>> genera nella mia mente scenari distopici inquietanti. C. Da: nexa-bounces@server-nexa.polito.it [mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] Per conto di Francesco Sacco Inviato: sabato 3 ottobre 2015 17:46 A: Diego Giorio Cc: Nexa; Giuseppe Attardi Oggetto: Re: [nexa] la rivoluzione nella PA in un solo articolo Il vero problema è che le basi dati della PA non interporranno praticamente per niente. Quindi, lauspicio è giusto ma resterebbe lettera morta. Ci si sta pesantemente lavorando sottobraccio, ma capirete bene che è unopera titanica. Vedo anche un altro problema: il paradigma legale che è la materia costitutiva della PA è cartaceo. Va cambiato. Avevo analizzato alcuni casi riconducibili analogicamente e fatto una proposta in questo senso su Sole 24 Ore Nova, che vi allego. Lidea centrale è semplice: una buona legge è descrittiva, definitiva o algoritmica: quindi è impresentabile via software. Ho convinto la Presidenza del Consiglio a fare una sperimentazione in ambito banda ultralarga. Vedremo...