torno su questa frase:
>> Questo obiettivo economico rimane comunque secondario rispetto a quello
>> (geo)politico: non è una questione di soldi ma di Potere su scala
>> planetaria.
Stupirsi che un’impresa miri a aumentare i
propri profitti è come stupirsi se una leonessa mangia una gazzella. Le imprese
nascono per fare profitti (e questo da quando esistono economie basate sullo
scambio; il fenomeno precede, e di parecchio, l’avvento del capitalismo in
Europa)
Quel che va capito è che l’azione delle grandi imprese transnazionali fa parte integrante della capacità di proiezione nello scacchiere globale da parte di uno stato-nazione. Leonardo e Eni sono ciò che permette all’Italia di esistere come media potenza – tanto per fare un esempio.
Per venire ai GAFAM: se agli Stati Uniti conviene usufruire dei GAFAM per mantenere l’egemonia globale, non impediranno loro di prosperare, anche a costo di mettere a repentaglio l’assetto della propria democrazia (una democrazia, va detto, già pericolante per molti aspetti).
Il confronto con la Cina (che prevede di superare gli USA nel campo del digitale da qui al 2030) è ben più importante del mantenimento del regime democratico vigente.
Se si considerano i rapporti globali dal punto di vista della geopolitica, si vede bene che non esiste la politica interna, esiste solo la politica estera. Ovvero i rapporti di forza tra stati. Siccome una guerra guerreggiata – con aerei missili sommergibili marines ecc – non viene auspicata da nessuno (poiché in una guerra “tradizionale” il rischio di un’escalation nucleare è altissimo), è chiaro che il dominio e il controllo di tutto ciò che pertiene la sfera digitale diventa geopoliticamente essenziale. La letteratura in merito è ormai vasta (istruttivo, tra i mille esempi, un rapporto della RAND, System Confrontation and System Destruction Warfare, del 2018). Ma è del 1990 il testo di due generali cinesi, Unrestricted Warfare, ora anche in italiano, che mostra come la strategia cinese per raggiungere una posizione egemone non passerà mai attraverso un confronto militare.
Perciò mi chiedo se non valga la pena distogliere lo sguardo dalle sorti del capitalismo e concentrarsi un po’ di più sulle sorti delle lotte per l’egemonia tra stati-nazione
Giovanni
...
> É ovvio che ad un elevato potere geopolitico di una nazione corrisponda
> un'altrettanta ricchezza economica
Non è automatico e non è sempre stato così.
E' un discorso molto complesso.
Nel 1980 l'Italia era il quarto paese più ricco del mondo eppure, dal punto
di vista geopolitico, un "nano" (i casi di Ustica e le altre stragi lo
dimostrano).
La Russia è sempre stata "povera" ma politicamente (e militarmente)
molto forte.
Per approfondire, comunque, non credo questa sia la lista adatta,
andremmo abbondantemente fuori tema (seppure l'argomento è
interessante).
Io consiglio sempre i libri/saggi di Luciano Gallino per farsi
un'idea di economia e disuguaglianze.
Antonio
_______________________________________________
nexa mailing list
nexa@server-nexa.polito.it
https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa