Enrico, molto interessante la tua email su
PEPP-PT: perché non lo trasformi in un post per poterlo
condividere?
Federico
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1. qualche info in più su PEPP-PT (Enrico Nardelli)
2. Re: qualche info in più su PEPP-PT (Stefano
Quintarelli)
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Message: 1
Date: Sat, 4 Apr 2020 11:28:05 +0200
From: Enrico Nardelli <nardelli@mat.uniroma2.it>
To: Nexa <nexa@server-nexa.polito.it>
Subject: [nexa] qualche info in più su PEPP-PT
Message-ID: <7524c6cf-4be5-100b-7cc6-83836cd8142c@mat.uniroma2.it>
Content-Type: text/plain; charset=utf-8; format=flowed
Cari tutti
vi segnalo che qui
https://aiforgood.itu.int/webinar/
è possibile vedere un webinar (episode #2) in cui viene
detto qualcosa di più su questi sistemi di contact tracing
Ci sono due speaker:
Kurt Rohloff, Duality Technologies
Thomas Wiegand, Fraunhofer Hertz Institute
Rohloff ha parlato in generale di Privacy Enhancing
Technologies (PET) descrivendo uno schema basato sulla
crittografia omomorfica (una tecnica che permette di
crittare i dati consentendo di poter comunque fare alcune
computazioni su questi dati i cui risultati possono però
essere "letti" solo da chi ha crittografato i dati
originali) per realizzare un sistema di contact tracing.
Wiegand ha partato di PEPP-PT, la soluzione che pare diversi
paesi europei vogliano adottare.
Nel seguito vi faccio una sintesi di quello che ho capito e
che non ho capito, sperando sia utile.
In ogni caso, come molti altri hanno osservato qui in lista,
lo snodo fondamentale è l'organizzazione dei test ed il loro
utilizzo in modo estensivo. Senza che vi sia per questo un
piano realistico in termini di tempi e risorse tutto questo
rimane puro "soluzionismo digitale".
Ciao, Enrico
---------------------
Per quanto riguarda Rohloff
La parte interessante dal punto di vista tecnico inizia
intorno a 19'45" fino a 28'45"
Quello che ho capito è che lo schema è basato su:
1. Il telefono installa una coppia chiave-privata (KR) /
chiave-pubblica (KB)
2. Tutti i dati che il telefono scambia con altri telefoni
cui si trova vicino (via Bluetooth) o con il server del
servizio sono crittati con KB e contengono informazioni
quali telefono e e-mail del possessore del telefono.
3. I dati che il telefono invia al server contengono
informazioni relative al contatto avuto con altri telefoni:
a quali telefoni si è stati vicino e quando, ma non dove.
Quello che penso di aver capito, ma non è chiaro dalla
presentazione:
1. Il server (grazie alla crittografia omomorfica) è in
grado di ritrovare i dati corrispondenti ad un numero di
telefono (quando, ad esempio, il suo possessore sia
risultato infetto ad un test) e quindi di recuperare da
questi (mi pare sempre usando la crittografia omomorfica)
quali altri telefoni devono essere contattati, perché sono
stati vicini a chi è risultato infetto in una certa finestra
temporale.
Quello che non ho capito è come si ottengono i dati di
localizzazione geografica e come il sistema protegge i dati
dagli attacchi. Se il server è in grado di leggere i numeri
di telefono con la crittografia omomorfica allora può essere
in grado di farlo anche un attaccante.
Da 33'00" a 38'00" c'è poi un'interessante discussione su
trust e soluzioni aperte.
-----------------------------------
Per quanto riguarda Wiegand questo è quello che ho capito di
come funziona PEPP (anche in base a quanto avevo già letto
dalla pagina https://www.pepp-pt.org/content)
1. Ogni telefono scambia con altri telefoni cui si trova
vicino (via Bluetooth) è un ID randomizzato ma univocamente
legato al telefono
2. Gli ID scambiati sono memorizzati da ogni telefono solo
localmente con una marca temporale, per un periodo massimo
legato alla finestra di incubazione, trascorso il quale il
telefono li cancella
3. Quando il possessore del telefono viene rilevato positivo
al test riceve un codice di autorizzazione mediante il quale
la sua storia locale di contatti può essere inviata in modo
sicuro ad un server centrale
Non ho capito però come, dagli identificatori randomizzati
che il servizio riceve da chi, essendo infettato, glieli ha
trasmessi, il servizio riesce a dedurre i numeri dei
telefoni che gli sono stati vicini e quindi a contattarli.
Anche qui, se può farlo il servizio, può farlo chiunque
altro.
Un'informazione nuova è che il sistema dovrebbe essere
rilasciato nella settimana dopo Pasqua (16-18 aprile)
----------------------------------
-- EN
=====================================================================
Prof. Enrico Nardelli
Dipartimento di Matematica - Universita' di Roma "Tor
Vergata"
Via della Ricerca Scientifica snc - 00133 Roma
tel: +39 06 7259.4204 fax: +39 06 7259.4699
mobile: +39 335 590.2331 e-mail: nardelli@mat.uniroma2.it
home page: http://www.mat.uniroma2.it/~nardelli
blog: http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/enardelli/
http://link-and-think.blogspot.it/
=====================================================================
--
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Message: 2
Date: Sat, 4 Apr 2020 11:56:13 +0200
From: Stefano Quintarelli <stefano@quintarelli.it>
To: Nexa <nexa@server-nexa.polito.it>
Subject: Re: [nexa] qualche info in più su PEPP-PT
Message-ID: <52ced64f-7b10-9c49-a9d0-60187c7df86a@quintarelli.it>
Content-Type: text/plain; charset=windows-1252;
format=flowed
se questa e' la procedura, non vedo come possa funzionare
per rilevare
gli iphone (25-30% del mercato)
ciao!, s.
On 04/04/2020 11:28, Enrico Nardelli wrote:
> Cari tutti
>
> vi segnalo che qui
> https://aiforgood.itu.int/webinar/
> è possibile vedere un webinar (episode #2) in cui viene
detto qualcosa
> di più su questi sistemi di contact tracing
>
> Ci sono due speaker:
> Kurt Rohloff, Duality Technologies
> Thomas Wiegand, Fraunhofer Hertz Institute
>
> Rohloff ha parlato in generale di Privacy Enhancing
Technologies (PET)
> descrivendo uno schema basato sulla crittografia
omomorfica (una tecnica
> che permette di crittare i dati consentendo di poter
comunque fare
> alcune computazioni su questi dati i cui risultati
possono però essere
> "letti" solo da chi ha crittografato i dati originali)
per realizzare un
> sistema di contact tracing.
>
> Wiegand ha partato di PEPP-PT, la soluzione che pare
diversi paesi
> europei vogliano adottare.
>
> Nel seguito vi faccio una sintesi di quello che ho
capito e che non ho
> capito, sperando sia utile.
>
> In ogni caso, come molti altri hanno osservato qui in
lista, lo snodo
> fondamentale è l'organizzazione dei test ed il loro
utilizzo in modo
> estensivo. Senza che vi sia per questo un piano
realistico in termini di
> tempi e risorse tutto questo rimane puro "soluzionismo
digitale".
>
> Ciao, Enrico
>
> ---------------------
> Per quanto riguarda Rohloff
>
> La parte interessante dal punto di vista tecnico inizia
intorno a 19'45"
> fino a 28'45"
>
> Quello che ho capito è che lo schema è basato su:
>
> 1. Il telefono installa una coppia chiave-privata (KR)
/ chiave-pubblica
> (KB)
>
> 2. Tutti i dati che il telefono scambia con altri
telefoni cui si trova
> vicino (via Bluetooth) o con il server del servizio
sono crittati con KB
> e contengono informazioni quali telefono e e-mail del
possessore del
> telefono.
>
> 3. I dati che il telefono invia al server contengono
informazioni
> relative al contatto avuto con altri telefoni: a quali
telefoni si è
> stati vicino e quando, ma non dove.
>
> Quello che penso di aver capito, ma non è chiaro dalla
presentazione:
>
> 1. Il server (grazie alla crittografia omomorfica) è in
grado di
> ritrovare i dati corrispondenti ad un numero di
telefono (quando, ad
> esempio, il suo possessore sia risultato infetto ad un
test) e quindi di
> recuperare da questi (mi pare sempre usando la
crittografia omomorfica)
> quali altri telefoni devono essere contattati, perché
sono stati vicini
> a chi è risultato infetto in una certa finestra
temporale.
>
> Quello che non ho capito è come si ottengono i dati di
localizzazione
> geografica e come il sistema protegge i dati dagli
attacchi. Se il
> server è in grado di leggere i numeri di telefono con
la crittografia
> omomorfica allora può essere in grado di farlo anche un
attaccante.
>
> Da 33'00" a 38'00" c'è poi un'interessante discussione
su trust e
> soluzioni aperte.
>
> -----------------------------------
> Per quanto riguarda Wiegand questo è quello che ho
capito di come
> funziona PEPP (anche in base a quanto avevo già letto
dalla pagina
> https://www.pepp-pt.org/content)
>
> 1. Ogni telefono scambia con altri telefoni cui si
trova vicino (via
> Bluetooth) è un ID randomizzato ma univocamente legato
al telefono
>
> 2. Gli ID scambiati sono memorizzati da ogni telefono
solo localmente
> con una marca temporale, per un periodo massimo legato
alla finestra di
> incubazione, trascorso il quale il telefono li cancella
>
> 3. Quando il possessore del telefono viene rilevato
positivo al test
> riceve un codice di autorizzazione mediante il quale la
sua storia
> locale di contatti può essere inviata in modo sicuro ad
un server centrale
>
> Non ho capito però come, dagli identificatori
randomizzati che il
> servizio riceve da chi, essendo infettato, glieli ha
trasmessi, il
> servizio riesce a dedurre i numeri dei telefoni che gli
sono stati
> vicini e quindi a contattarli. Anche qui, se può farlo
il servizio, può
> farlo chiunque altro.
>
> Un'informazione nuova è che il sistema dovrebbe essere
rilasciato nella
> settimana dopo Pasqua (16-18 aprile)
>
> ----------------------------------
>
>
> -- EN
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End of nexa Digest, Vol 132, Issue 16
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