Ciao Giovanni, On January 14, 2021 6:37:38 PM UTC, Giovanni Biscuolo wrote:
Io odio.
Ok, ma... e poi? Se ti fermi lì, consumi un sacco di energie a vuoto. Se no, l'odio è un sentimento troppo potente per guidare un'azione efficace. O meglio, la violenza può avere una sua efficacia, ma di solito è un'efficacia controproducente. Io cerco di non odiare i miei nemici semplicemente perché la mia mente è più efficace nel combatterli se non alimento questo sentimento. Inoltre è più efficace nell'identificarli, mentre l'odio si riversa sempre sul primo che capita a tiro. Per quanto ho potuto osservare, questo avviene anche agli altri. Comunque, nella mia mail precedente facevo riferimento alle espressioni d'odio che si finge di voler contenere sui social network centralizzati.
«Poi ci sta quello col culo al caldo che ti invita a non odiare, mavaffanculo» (cit. da un tweet, Anonimo)
L'odio è la valvola di sfogo della rimozione collettiva del conflitto.
Non credo che l'Anonimo o Blengino facessero riferimento al sentimento intimo, all'esperienza soggettiva dell'odio. Di certo, per odio, io avevo inteso le espressioni (verbali o meno) di tale sentimento.
The point is that the reasons why we hate are important and we should not treat all hatred in the same way. Some hate is morally justified, some is not. Some hate is healthy, some is not. Some hate should be strongly discouraged, some should not.
Su quanto possa essere sano un odio covato senza esprimersi in qualche forma, ho enormi dubbi. Ritengo però che il vero odio (come l'amore) possa essere tale solo se diretto verso altri esseri umani. Non si odia lo zucchero nel caffè, insomma. Né l'ingiustizia. Si odia sempre un "qualcuno": l'assassino, il mafioso, il rivale... Giacomo