Oggi si parla tanto di "privacy by default e by design".
Da un lato c'è l'esigenza di rendere pubbliche le sentenze, per trasparenza e per consentire la ricerca e lo studio. Dall'altra c'è l'esigenza di tutelare la privacy di parti e testimoni.
Pensare di cancellare i nomi con un pennarello nero sarebbe anacronistico e richiederebbe risorse che non ci sono, oltre al fatto che non sarebbe così difficile saltare qualche cancellatura. Pensare di affidarsi all'elettronica per rimuovere i nomi delle parti ha più senso, ma c'è ugualmente il problema che un mero errore di battitura (ad es "Berlsconi"), rischierebbe di vanificare il lavoro.
Sarebbe così assurdo pensare di assegnare, ad inizio processo, un nickname ad ogni intervenuto, redarre sin dall'origine le sentenze (e magari gli stessi atti processuali) con nomi come "Pippo, Pluto e Paperino" e tenere riservato il solo foglietto con la tabella delle corrispondenze?
Ovviamente una proposta da praticone, non da giurista, ma vorrei ugualmente sentire se è così assurda.
Buona Pasqua a tutti
D.
> Date: Wed, 23 Mar 2016 23:18:03 +0100
> From: simone.aliprandi@gmail.com
> To: nexa@server-nexa.polito.it
> Subject: Re: [nexa] sentenze online: come conciliare trasparenza e privacy?
>
> Certo, conosco già la tua posizione, Monica.
> E infatti, se leggi il mio articolo (soprattutto nella parte finale),
> l'obbiettivo era proprio quello di aprire il dibattito e segnalare
> come alcune questioni siano ancora irrisolte. Io non ho risposte e con
> http://JurisWiki.it ho cercato di proporre qualche soluzione
> innovativa pur con i mezzi limitati a mia disposizione.
> Come ho scritto nell'articolo ci sono casi in cui il poter ricollegare
> la sentenza ad un soggetto specifico sia essenziale per rendere
> comprensibile il provvedimento nel suo senso strettamente giuridico ma
> anche in un senso civico. Pensiamo a tutti i casi in cui sia in gioco
> la gestione della cosa pubblica.
> Credo davvero che la strada migliore sia quella di trovare un
> equilibrio tra la massima disponibilità e apertura di informazioni
> preziose relative all'attività giurisdizionale e la tutela della
> privacy. Non sono sicuro che la soluzione sia un radicale
> "anonimizziamo a priori tutte le sentenze presenti sul web" o ancor
> peggio "togliamo tutte le sentenze dal web".
> Il problema sta nel trovare nuovi parametri e criteri che siano più
> adatti al web, cioè ad uno nuovo media che, per la sua stessa natura,
> tende a livellare e a mettere tutti i contenuti su un unico piano.
> Cercare di applicare parametri e criteri del mondo pre-digitale è
> utopia: succede con il copyright e succede anche con la privacy.
> Un caro saluto.
> --
> Simone Aliprandi - http://www.aliprandi.org | http://www.array.eu
>
>
> Il 23 marzo 2016 18:53, avv. Monica A. Senor
> <senor@penalistiassociati.it> ha scritto:
> > Buonasera a tutti,
> >
> > Simone (e non solo lui!) ben sa che sul tema "open sentenze" abbiamo
> > opinioni diverse, ma credo che tutti concordiamo sul fatto che un franco
> > confronto di idee sia sempre utile e foriero di maggiori riflessioni ed
> > approfondimenti.
> > Quindi, al solo fine di darvi una diversa prospettiva sul tema, vi invio il
> > link ad un mio articolo, anch'esso pubblicato su ForumPA il mese scorso:
> > http://www.forumpa.it/pa-digitale/giustizia-sentenze-on-line-non-e-trasparen
> > za-ma-violazione-della-privacy
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa@server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa