On 11/05/21 20:20, Enrico Nardelli wrote:
Grazie Davide per la risposta.
però il mio discorso, a valle del quale avevo chiesto il tuo parere, è ed è sempre stato intorno ai termini "fatto" e "dichiarazione di un fatto" e sul punto che indichino cose diverse. Tu mi parli di "agire in spazi in cui il femminile sia altrettanto presente rispetto al maschile", tema su cui sono assolutamente d'accordo, ma che rappresenta del tutto un altro argomento
Questa diversità o equivalenza dei termini "fatto" e "dichiarazione di un fatto" non può dipendere - come mi pare stia sostenendo tu - dallo scenario specifico nell'ambito del quale si discute, altrimenti veniamo a perdere l'unica base comune che abbiamo per comprenderci, ovvero la stabilità semantica della lingua.
Nella mia interpretazione del termine "fatto" (che però non ritengo sia solo mia ma sia quella alla base di ciò che chiamiamo "storia") questo non può essere considerato come certamente accaduto solo perché viene dichiarato da un qualche particolare tipo di soggetto o in riferimento ad un qualche particolare tipo di scenario.
Io ho l'impressione che invece tu ritieni che, in certi casi, il semplice fatto che un soggetto dichiari un fatto lo rende certamente accaduto. Forse mi sbaglio. Mi puoi chiarire, per favore?
Ma no, Enrico, sarei uno squilibrato a pensarla così! :-) Questo tua spiegazione è fin troppo paziente nel soffermarsi su una argomentazione assodata. Io volevo dire altro, come correttamente hai colto tu. E mi fa piacere che tu sia assolutamente d'accordo. In fondo anche la mia era una affermazione piuttosto scontata e facilmente condivisibile. E allora qual è il problema? Richiamavo ad una maggiore sensibilità politica e direi anche umana, tutto qua. Un richiamo non rivolto alle tue intenzioni, che non fatico a considerare ottime sul tema dell'eguaglianza, ma a diverse interpretazioni che potrebbero essere tratte dalle tue parole, al di là delle tue intenzioni. Una molestia sessuale diventa un reato quando viene denunciata, ma se non viene denunciata resta comunque una molestia sessuale, che traumatizza. Non è sempre facile dimostrarla, in assoluto. Occorrono testimonianze. Inoltre la vittima potrebbe non denunciarla per paura della persona che ha di fronte. Perché magari questa persona è un personaggio potente o semplicemente importante. Perché questo la esporrebbe ai riflettori mediatici e alle loro inevitabili distorsioni, con tutto ciò che questo comporta a livello emotivo. Ma se una verità, per essere tale, non deve necessariamente essere supportata da una denuncia, esiste il principio della inopportunità politica, che va al di là dell'accertamento legale. E' certamente possibile ipotizzare che tutte le presunte vittime di Stallman abbiano inventato di sana pianta gli addebiti. E' certamente possibile che lo abbiano fatto in ragione di un complotto ordito dai GAFAM. Su questo ognun* può farsi la sua idea. Buona giornata, D.