Caro Marco, cari tutti, ho pensato un po' se rispondere a Marco in privato o in pubblico. Dato che lo scambio e` iniziato in pubblico e Marco solleva questioni a mio parere rilevanti per i partecipanti, spero di non sbagliare nello scrivere in lista. Nel caso, scusatemi. On 12/15/2010 5:16 PM, Marco Pancini wrote:
Ciao Andrea, Io sono per la chiarezza al 100%. Il business model del motore di ricerca di Google è AdWords, ovvero un sistema pubblicitario basato sul collegamento delle chiavi di ricerca usate dagli utenti ad un messaggio pubblicitario.
Bene, allora direi che possiamo dire che i principali clienti di Google sono i fornitori di pubblicita`, e che i dati degli utenti (incluse le chiavi di ricerca, o il contenuto delle loro e-mail) sono uno strumento (a mio parere il principale, ma su questo tu ne saprai certamente piu` di me) per vendere ai vostri clienti cio` di cui hanno bisogno. E` corretto?
Non raccogliamo e trattiamo i dati degli utenti per monetizzarli ma per poter fornire servizi utili.
So di essere marzulliano, ma la domanda e`: quali servizi e utili a chi? Perche` sicuramente Google fornisce strumenti utilissimi ai propri utenti non paganti - io stesso li uso in abbondanza - ma fornisce strumenti anche ai propri clienti paganti, ovvero i fornitori di pubblicita`. Dato che i clienti sono, appunto, paganti e partendo dall'assunto che i dati degli utenti sono strumenti utili a tali clienti, a me pare di poter dire che i dati in questione sono "monetizzati" da Google. Mi sbaglio?
La concorrenza è ad un click di distanza e l'unico nostro vero valore è la fiducia degli utenti, un approccio utilitaristico non avrebbe futuro.
Su quanto vicina o lontana sia la concorrenza non intendo pronunciarmi, soprattutto in questo momento.
Sono d'accordo che si debba essere rispettosi dei vari ruoli e quindi delle indicazioni che ci arrivano dalle istituzioni, ma credo che questa sia la strada che stiamo percorrendo con attenzione e sensibilità.
Io ho parlato di chiarezza e non di rispetto, attenzione e/o sensibilita`, tutte ottime qualita` di cui sono notoriamente poco dotato ma che, a mio personalissimo parere, sono meno importanti della prima quando si discute di questioni chiave come l'auto-determinazione informazionale nel XXI secolo. Ma in ogni caso, proprio per essere chiari al 100%: forse il rispetto, l'attenzione e la sensibilita` che tu, per quella che e` la mia esperienza, hai sempre dimostrato non sono un patrimonio totalmente condiviso all'interno dell'azienda per cui lavori, almeno a giudicare dagli interventi del vostro CEO (che qualifica la sentenza di una corte di giustizia di uno Stato sovrano e, fino a prova contraria, tendenzialmente democratico, come "bullshit"; o che suggerisce che i cittadini tedeschi che non vogliono che la propria casa sia fotografata da Google Streetview possono cambiare casa), del vostro Global Privacy Counsel (che ad un incontro dell'OECD, non al pub dietro l'angolo, lancia accuse pesantissime, senza un vero contradditorio, nei confronti di uno Stato membro sulla base di una rielaborazione dei fatti del caso Google/Vividown a dir poco "parziale"), o di tuoi colleghi come quello che all'ultimo Internet Governance Forum di Vilnius si e` lanciato in una filippica sul medesimo caso, suggerendo che il giudice avesse considerato solo i fatti presentati dall'accusa e non quelli della difesa (mentre, e qui i giuristi esperti mi correggeranno se sbaglio, la scelta di procedura accettata dalla difesa implica automaticamente l'accettazione da parte delle medesima dei fatti cosi` come presentati dalla pubblica accusa). Nota bene che non mi passa nemmeno per l'anticamera del cervello di sostenere che Google o i suoi dipendenti non possano esprimere le proprie opinioni (o meglio - le opinioni di Google, dato che fino a prova contraria non credo parliate a nome vostro, come faccio io in questa sede) anche in forma accesa. Pero` devo rilevare che non bisogna stupirsi se di fronte a certi atteggiamenti un po', diciamo cosi`, spavaldi di una parte si vedano degli atteggiamenti un po', diciamo cosi`, risentiti dall'altra.
Penso infine che la sincerità e la convinzione in quello che facciamo sia un valore assoluto e nel momento in cui non credessi in quello che dico o scrivo farei prima di tutto un torto alla mia intelligenza ed integrità. E ti assicuro che non ho alcuna intenzione di farlo.
Non l'ho mai messo in dubbio, dunque - in tutta sincerita` - non vedo la necessita` della puntualizzazione. Anche in questo caso, il mio interesse prioritario e` la chiarezza, nel caso specifico andando un po' piu` a fondo del linguaggio, che io ho sinceramente trovato un po' troppo "da pubbliche relazioni", del tuo intervento. (Spero che la mia opinione non ti offenda. Non sono famoso per la mia sensibilita` o per la mia diplomazia, ma abbi/abbiate pazienza - m'hanno disegnato cosi`. Per altro reputo questa lista una delle migliori, se non la migliore, della millanta liste a cui sono/sono stato iscritto, proprio perche` si cerca di andare al di la` delle pubbliche relazioni. Io stesso potrei limitarmi a copiare/incollare le "line to take" della Commissione Europea, ma - andando a volte anche contro i miei interessi professionali immediati e futuri - preferisco tentare un confronto forse piu` rude ma probabilmente piu` proficuo. E aggiungo che la mia richiesta di profondita` deriva dal fatto che la possibilita` di confrontarsi con chi lavora "all'interno" (di Google, della Commissione, di qualsiasi altra organizzazione al centro dell'attenzione in un dato momento) e` occasione preziosa, ma non sempre possibile).
Con stima profonda. marco
Immeritata, ma del tutto ricambiata. Andrea P.S.: puo` sembrare che io abbia qualche cruccio particolare con Google. A scanso di equivoci, cosi` non e`. Non faccio parte della (non ristrettissima) cerchia di individui o organizzazioni che considerano Google il Male. Semplicemente, qui in lista abbiamo Google - nella persona di Marco, che ci tengo a ringraziare per il tempo che mi/ci dedica - e non, almeno che io sappia, Facebook, Microsoft o altre aziende e organizzazioni le cui azioni hanno effetti significativi sulla nostra auto-determinazione informazionale e, piu` in generale, sulla nostra vita.