Salve Giuseppe, On Mon, 9 Dec 2024 10:24:09 +0100 Giuseppe Attardi wrote:
ribadisco che l’AI come disciplina scientifica ha un ambito più vasto
no, la "intelligenza artificiale" non è una disciplina scientifica, più di quanto non lo sia la fisiologia degli unicorni, sebbene quest'ultima sia nettamente meno finanziata. E' (ad essere generosi) un'ipotesi di studio. Ipotesi ben lungi dall'essere dimostrata scientificamente. [1] Il fatto che permetta di ottenere notevoli finanziamenti dai potenti di turno non la rende "disciplina scientifica" più di quanto non fosse, ai suoi tempi, l'alchimia. La completa sospensione dello scetticismo razionale che caratterizza i fautori della "intelligenza artificiale" dovrebbe essere sufficiente a svelarne la natura. Banalmente, di fronte agli LLM, parlano di "AI generativa" invece di ovvia compressione lossy. E la cosa tragicomica è che sono talmente allucinati da attribuire allucinazioni ad un software pur di non affrontare le proprie! :-) Forse intendevi parlare dell'informatica? L'informatica è certamente una disciplina, che studia l'informazione, come possa essere trasferita, preservata, rappresentata, interpretata e trasformata nonché l'insieme delle tecniche che applicano tale conoscenza. Non la definirei però una disciplina scientifica, non solo perché non applica quasi mai (mai?) il metodo scientifico, bensì una disciplina umanistica, perché l'informazione esiste solo nella mente umana come esperienza soggettiva di pensiero comunicabile. Però è certamente una disciplina a sé stante, di cui altre discipline (spesso più antiche) sono specializzazioni. Ad esempio l'aritmetica, che si focalizza su determinati tipi di informazioni che chiamiamo "numeri". In tal caso, siamo d'accordo: è una disciplina molto più vasta. Forse, se siamo fortunati, una volta curata l'allucinazione collettiva della "intelligenza artificiale", vedremo finalmente l'informatica progredire oltre i geroglifici! Giacomo [1] e no, ottimizzare un software affinché possa _sembrare_ intelligente ad un essere umano è utile a dimostrare i limiti cognitivi di quell'essere umano che, ad esempio, non avendo mai letto tutto il web, non potrà riconoscere i lunghi stralci riprodotti verbatim negli output, ma non dimostra nulla sull'intelligenza della macchina, né sulla scientificità dell'approccio (che anzi, un sano scetticismo scientifico ricondurrebbe ad un inganno in malafede).