Ciao Alberto, grazie della segnalazione. Ho già girato l'indirizzo agli autori di alcuni dei software (e degli standard) citati ed incredibilmente NON citati in modo che si possano fare quattro risate. On 05/03/2019, Alberto Cammozzo <ac+nexa@zeromx.net> wrote:
<https://rosenzweig.io/blog/the-federation-fallacy.html>
The Federation Fallacy
Al di là della retorica, l'analisi dell'articolo è clamorosamente sbagliata. Talvolta persino ridicola: hostare un web server è difficile? Davvero? E' alla portata di un 15enne armato di tutorial. E sarò felice di essere smentito pubblicamente da 14enni indignati dalla mia scarsa considerazione! (Dai! Smentitemi se siete capaci! :-p) Quando parla di Activity Pub (che nemmeno cita) e di Mastodon (senza citare Pleroma) ci si chiede se l'autrice abbia mai provato il fediverse. Non solo stabilisce una metrica tutta sua (la distribuzione degli utenti) e dichiara falliti i protocolli per cui quella metrica non soddisfano i requisiti che lei ritiene personalmente importanti, ma sottovaluta tutta una serie di aspetti tecnici, sociopolitici e amministrativi! Se vieni bannato da twitter, sei bannato da twitter. Se sei bannato da un'instanza del fediverse che non amministri... ehm... chissene! :-D Una seccatura che risolvi in un paio d'ore. E non cita nemmeno il sistema di mute, o il blocco fra istanze. L'unica cosa che conosce del fediverse è che ci sono tre istanze più grosse. E non si rende nemmeno conto che i 600 utenti medi per istanza "ingestibili da un singolo amministratore" diventano istantaneamente meno di 300, buttando ammare il suo stesso argomento! Cioè davvero... bisogna dire a Google di sceglierli meglio gli infiltrati! :-D Bob Mottram, con cui ho condiviso l'articolo sul Fediverse, ha espresso meglio di come avrei saputo fare io la mia prima impressione:
I think this is the beginning of the "then they fight you" stage. The first stage was the "mastodon is crumbling" derision. In the fighting stage they're starting to need to expend resources doing actual research and understanding what federation is.
https://soc.freedombone.net/objects/8d572d76-2c44-421b-89f8-b2b10042acfc Il mio primo pensiero è stato: "Caspita, il self-hosting inizia a far paura se iniziano a sparargli ste sciocchezze addosso!" (sciocchezze... non è stata proprio la parola che ho pensato... :-D). Comunque, non ho tempo di andare passo passo lungo l'articolo a discutere ogni "sciocchezza". Ecco alcuni link, per vedere quanto TERRIBILMENTE difficile sia il self-hosting nel 2019: https://freedombone.net/ (di Bob Mottram) https://yunohost.org/#/ https://freedombox.org/ https://lollipopcloud.solutions/ Con Freedombone, pochi euro e qualche decina di minuti sono sufficienti per avere un mail SMTP e IMAP in casa. Aggiungere il WebMailer (SE PROPRIO NON VOLETE USARE UN NORMALISSIMO MAIL USER AGENT!) è questione di pochi click. Non sono perfetti, ma gli sviluppatori accettano senza _alcun_impegno_ suggerimenti, consigli e patch. Ma non sono perfetti perché l'informatica, in sé è ancora troppo primitiva. Tutti i protocolli citati hanno difetti. Persino l'SMTP, il mio preferito, è migliorabile. Ma dire che sia difficile, oggi, hostare a casa propria questi tool è... RIDICOLO? FUD? Vi sono molte altre considerazioni da fare. Per esempio, il Web del futuro sarà probabilmente disconnesso. I dati NON istantaneamente disponibili. Non necessariamente aggiornati (già è così, ma si fa finta che lo siano, ed in qualche modo via HTTPS lo sono, a beneficio del server che così può tracciare ogni browser). Giacomo