Il diritto
d'autore digitale è stato ed è ancora
oggetto di un dibattito acceso, in Europa
come nel resto del mondo. E' sempre più
sentito infatti il bisogno di chiarire i
confini del diritto d'autore in un mondo in
cui opere creative, programmi per
elaboratore e la semplice aggregazione di
dati possono risultare oggetto di esclusive,
con conseguenti restrizioni all'accesso e
nell'uso di tali risorse. E' altrettanto
sentita l'esigenza di garantire effettività
a prerogative che hanno l'obiettivo
fondamentale di remunerare il lavoro degli
autori, proteggere gli investimenti delle
industrie creative e, in ultima istanza,
incentivare e premiare (economicamente e
non) la creatività e l'innovazione. In
questo contesto il Centre for
European Policy Studies (CEPS) ha
formato una task force con
l'intento di stimolare un'analisi e un
dibattito concernenti lo stato dell'arte e
il futuro del diritto d'autore
che ha coinvolto attivamente tutti i
portatori di interessi, esponenti autorevoli
della Commissione e del Parlamento europeo
ed esperti provenienti dal mondo
dell'università e della ricerca. Il
risultato di questo lavoro è un volume - Copyright
in the EU Digital Single Market - che
contiene una serie di conclusioni e
raccomandazioni di policy e di cui è autore,
in totale autonomia, Giuseppe
Mazziotti, ospite del 59°
Mercoledì di Nexa, ideatore e coordinatore
del progetto. Il volume è stato presentato
prima a Bruxelles e poi in varie università
e centri di ricerca in Europa e negli Stati
Uniti ed è liberamente accessibile on-online
in formato PDF
sul sito del CEPS.
La sfida odierna
per policy makers e legislatori è quella di
modernizzare il diritto d'autore in modi e
con forme che lo rendano compatibile con la
tutela di valori e obiettivi potenzialmente
in conflitto, quali la libertà d'espressione
e di comunicazione digitale, la concorrenza,
la protezione dei consumatori e la
riservatezza degli utenti di Internet. In
Europa tali obiettivi sono resi ancora più
ardui da divergenze nella legislazione,
nelle pratiche contrattuali e nell'approccio
a questioni giuridiche fondamentali che
oltre vent'anni di direttive europee non
hanno rimosso o attenuato. Dal 2010 in poi,
nell'ambito della sua 'Digital
Agenda for Europe', la Commissione
Europea persegue l'obiettivo di favorire la
creazione di un 'Mercato Unico
Digitale' che si estenda anche ai
contenuti creativi. La Commissione intende
cioè creare le condizioni affinché domanda e
offerta di tali contenuti possano
svilupparsi - e, verosimilmente, crescere -
a livello paneuropeo o transnazionale, e non
più all'interno dei singoli Paesi membri,
come tutt'ora accade.
Tre, a grandi
linee, sono le aree del diritto d'autore in
cui paiono condensarsi i maggiori
ostacoli alla realizzazione di mercati
digitali unici, e attorno alle
quali si è sviluppato il lavoro della task
force formata dal CEPS: (i) la gestione,
individuale e/o collettiva, di
diritti d'autore da parte dei relativi
titolari secondo criteri di rigida
territorialità; (ii) la definizione
di eccezioni e limitazioni a tali diritti,
inclusa l'eccezione di copia privata e il
relativo compenso, che tengano nella dovuta
considerazione le caratteristiche salienti
dell'ambiente digitale e in particolare
della comunicazione via Internet; e (iii) il
c.d. enforcement del diritto
d'autore mediante misure
restrittive dell'accesso a contenuti non
autorizzati rese possibili dalla
cooperazione - spontanea e non - di
intermediari quali fornitori di
connettività, hosting providers, motori di
ricerca, e altri.