Caro Andrea,

grazie molte per i tuoi commenti!

Sull'argomento si possono scrivere libri interi, per cui
scriverne in cosi' poco spazio e' una vera tortura.
D'altro canto penso aiuti a rendere consapevoli cittadini
che non vengono raggiunti da nessun altro canale.

Non ti so dire nulla di preciso e concreto su un'eventuale
Agenda Digitale ufficiale per l'Italia: forse qualcuno in lista
ne sa di piu'?

Sul termine "agenda", il venerabile Devoto-Oli dice:

   3. Ordine degli argomenti da trattare in un convegno,
       spec. politico.

per cui forse possiamo tollerarlo anche in italiano :)

Anche se concordo che "strategia" (per quanto usurato)
sarebbe forse piu' appropriato.

Ciao,

juan carlos




Andrea Glorioso wrote (On 12/30/2010 11:31 AM):
Caro Juan Carlos, cari tutti,

On 12/30/2010 9:27 AM, J.C. DE MARTIN wrote:
 Qualche mia riflessione post-Pisanu (incrociando le dita),
con la proposta di un'Agenda Digitale Italia (il titolo, come al solito,
non l'ho scelto io).
Ho trovato l'articolo molto interessante, anche se immagino ci sarebbero
(e tu avresti) molte più cose da dire sul ritardo italico in ambito
digitale. Ma naturalmente un articolo di giornale non è un saggio!

La Lituania ha lanciato una propria "Agenda Digitale" (non chiedetemi il
nome lituano :) con l'obbiettivo preciso di "agganciarla" alla Agenda
Digitale per l'Europa.

Non so se l'Italia abbia intenzione di fare altrettanto, ma sarebbe
senz'altro interessante se quelle parti della società civile,
dell'industria, del mondo politico più sensibile al tema si
confrontassero sulla possibilità di procedere in tal senso.

Ciao,

Andrea

P.S.: continuo a pensare che il termine inglese "Agenda" non si dovrebbe
tradurre in italiano con lo stesso termine, dato che il significato dei
termini nelle due lingue può essere (avendo lavorato alla stesura della
Digital Agenda for Europe, tendo a pensare che sia) differente. Infatti
il termine usate in francese è "stratégie". Ma d'altronde sono stati gli
stessi servizi di traduzione della Commissione a usare il termine
"agenda" in Italiano..


juan carlos



30/12/2010

*Le tre zavorre che frenano l'Internet tricolore*

JUAN CARLOS DE MARTIN

Il mattino del 1° gennaio 2011 l'Italia che naviga e innova in Rete si
sveglierà un po' più libera. Dando, infatti, seguito ad una promessa del
ministro Maroni del novembre scorso, affiancata da molteplici iniziative
sia della maggioranza sia delle opposizioni, il governo ha inserito nel
decreto Milleproroghe di fine anno l'abrogazione di quasi tutto
l'articolo 7 del decreto Pisanu. Ciò in concreto significa che da inizio
2011 non sarà più necessario mostrare un documento d'identità prima di
accedere alla Rete da un punto di accesso pubblico. Inoltre, chi offre
l'accesso - caffè, albergo, biblioteca, università, eccetera - non dovrà
più né fotocopiare i documenti degli utenti, né conservare i registri
delle loro attività online. Rimane l'obbligo di richiesta di una licenza
al questore per gli Internet café, come anche altri eventuali obblighi
previsti dalla normativa sulle telecomunicazioni.

Dopo cinque lunghi anni, dunque, l'Italia finalmente abbandona una norma
unica tra i Paesi sviluppati e torna alla normalità. E' una buona
notizia, di cui bisogna dare credito al governo, il quale è come se
avesse tolto, con ampio consenso politico, una palla di ferro dalle
caviglie dell'innovazione digitale italiana. Tutto a posto, dunque?

Dal primo gennaio possiamo aspettarci Wi-Fi per ogni dove e una
popolazione improvvisamente connessa? Ovviamente no, non esageriamo.
Tolto il decreto Pisanu, infatti, alle caviglie rimangono diverse altre
palle di ferro e, come non bastasse, le gambe del corridore sono molto
gracili. E', quindi, giusto rallegrarsi per il fatto che tra pochi
giorni sarà più facile offrire accesso alla Rete a chi partecipa a
convegni, va in biblioteca o visita le nostre città, ma dobbiamo
guardare avanti e più in grande, definendo quella che potremmo chiamare
un'agenda digitale per l'Italia. Una strategia di ampio respiro che
porti il nostro Paese, nell'arco di qualche anno, a camminare sicuro
sulle proprie gambe, confrontandosi con le nazioni che meglio stanno
affrontando il secolo della Rete.

Caviglie zavorrate e gambe gracili, dicevamo. L'Istat, infatti....

[...]

Continua qui:
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=8240&ID_sezione=&sezione=



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