Rispondo a Paolo Brini (non so perché ma i miei messaggi non vengono girati direttamente alla mailing list nexa, comunque conto che entro il pomeriggio li riceviate). Dal Guardian di Londra un articolo di cronaca sulla condanna di quelli che a quanto pare cominciano a essere chiamati i Facebook two: l'avevo già fatto circolare ieri e vedo che Luca Belli lo ha rimesso in giro: http://www.guardian.co.uk/uk/2011/aug/16/uk-riots-four-years-disorder-facebo... Sempre dal Guardian un commento che mi sembra molto buono, in generale sulla tendenza dei tribunali in questa vicenda dei riot a conformarsi troppo ai desiderata del governo: http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2011/aug/18/riots-sentencing-courts un commento più "neutro" ma comunque informativo da CNN http://edition.cnn.com/2011/WORLD/europe/08/17/uk.riot.sentences/?hpt=hp_c2 il commento del Financial Times http://www.ft.com/cms/s/0/1e9915fc-c813-11e0-9501-00144feabdc0.html#axzz1VO9... Quello che colpisce è che ben poco si parli della questione della libertà di pensiero, anche da parte di chi giustamente si pone il problema dell'eccessiva severità in generale delle sentenze contro le persone coinvolte nei riot. Come se il fatto che uno usi facebook (per "incitare" alla ribellione oltre tutto con frasi surreali che finiscono con LOL) lo avvicinasse più a quelli che rompono le vetrine che a quelli che scrivono sul Financial Times... Infine: pare ci sia una pagina facebook di solidarietà ai due del Cheshire, io non riesco a trovarla ma se qualcuno la trova per favore la metta in circolo Peppino Ortoleva