Segnalo un interessante articolo di un noto contributore di questa lista.

Cari saluti
e.

Caso Moncler: bene ma i providers non sono sceriffi.

La premessa è che ogni volta che dei bit di informazione online vengono restituiti al pubblico della Rete dopo essere stati illegittimamente oscurati, in assenza di adeguati presupposti, da parte dell’Autorità giudiziaria non ci si può che rallegrare e cantare vittoria, riconoscendo, peraltro, a chi – come le associazioni italiane dei providers – si è battuto per tale risultato la gratitudine che meritano.

La Procura della Repubblica di Padova aveva, evidentemente, commesso un macroscopico errore – ed ad onor del vero occorre riconoscere che lo stesso ufficio del pubblico Ministero lo ha pubblicamente ammesso nel corso del procedimento di dissequestro – nell’esigere che i providers italiani dirottassero gli utenti diretti ai contenuti di quasi 500 siti altrove solo perché, qualcuno – e non un Signor Nessuno (cfr. commento di Dino Bortolotto su chi è il denunciante Franco Toniolo) – aveva loro segnalato che attraverso alcuni – non meglio identificati – siti internet contraddistinti da domini contenenti l’espressione “moncler”, forse, venivano venduti prodotti contraffatti.

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http://www.leggioggi.it/2011/11/07/caso-moncler-bene-ma-i-providers-non-sono-sceriffi/