Grazie Piergiovanna, penso che, oltre al documento da scrivere sia altrettanto importante la comunicazione. 
Sarebbe interessante, se, organizzandoci tra associazioni, riuscissimo ad avere l'attenzione dei quotidiani nazionali e della rai.

Il lun 21 dic 2020, 18:41 piergiovanna.grossi@softwarelibero.it <42@inventati.org> ha scritto:
Carissimo Raffaele,
grazie come sempre del tuo impegno.
Facci sapere come possiamo essere utili.
Per l'Associazione per il Software Libero
Piergiovanna

P.S.: ho cambiato l'indirizzo da soci@softwarelibero.it a
progetti@softwarelibero.it (per maggior comodità nella comunicazione)


On 21/12/20 12:32, Angelo Raffaele Meo wrote:
> Carissimi,
>     da venti anni, con il vostro aiuto, mi sono battuto per promuovere
> il software libero, nell'interesse del nostro Paese e dei nostri figli
> e nipoti. La lettura del testo delle leggi sul software libero
> attualmente vigenti potrebbe indurci a pensare che abbiamo ottenuto
> qualche successo, ma i dati obiettivi ci dicono che quei risultati
> sono praticamente irrilevanti. Ad esempio, la capitalizzazione ossia 
> il valore economico di uno solo dei produttori di software
> proprietario è 50 volte superiore a quello di FIAT Chrysler. Quasi
> tutte le scuole italiane usano per la teledidattica software
> proprietario in clamorosa violazione della legge.
>     Comunque, vorrei provarci ancora, per cui entro nel tema di
> questo mail: il Recovery Fund. Stiamo assistendo al dibattito politico
> sulla futura cabina di regia, ma la "conoscenza dei miei polli" mi
> induce a temere che, indipendentemente dal fatto che la cabina di regia
> sia quella di Conte oppure quella di Renzi, il Recovery Fund si tradurrà
> in una clamorosa opportunità di business per i soliti noti. Ad esempio,
> ho letto in Rete la proposta  di una collaborazione con Google
> avanzata da un ministro.
>     Al contrario, il software libero potrebbe essere l'anima dei
> progetti che saranno finanziati dal Recovery Fund, e in particolare dei
> seguenti progetti: digitalizzazione 4.0 e internazionalizzazione (35,5
> miliardi); pubblica amministrazione (10,1 miliardi); potenziamento
> didattico e diritto allo studio (10,1 miliardi); ricerca (9,1 miliardi);
> assistenza medica di prossimità e telemedicina (4,8 miliardi).
>     Per questa ragione, con la presente mail io vi propongo di
> scrivere collegialmente una lettera al Presidente del Consiglio e ai
> Ministri competenti in cui richiedere che non sia finanziabile il
> ricorso ad aziende straniere e che sia data la priorità ai progetti
> più importanti dal punto  di vista scientifico-tecnico.
>     Per iniziare il nostro dibattito mi permetto di formularvi una
> prima richiesta: cosa chiedereste al Governo e com quali motivazioni?
>
>     Vi ringrazio molto
>                 Raf
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