Ciao cari, care-- purtroppo il dibattito di oggi sul tema web e democrazia è stato cratterizzato da una scadente qualità delle relazioni e degli interventi. Ospitato in una delle massime istituzioni culturali italiane mi sarei aspettato molto di più, anche considerato il parterre degli invitati. L'impressione costante è stata che fosse un evento creato ad hoc per motivi non collegati all'idea nè della divulgazione, nè dell'avanzamento delle conoscenze nel settore. L'impostazione ha fallito dall'inizio la necessità di circoscrivere il campo della democrazia in rapporto al web e le relazioni iniziali per quanto ben presentate e con slide molto curate si sono riferite a un dibattito vecchio e superato il cui fulcro è rimasto l'uso dei alcuni media sociali nell'ultima campagna elettorale con sviste grossolane. Per fortuna Stefano Rodotà ha potuto citare in corner l'espressione più diretta e moderna del rapporto fra web e democrazia parlando del rapporto sui Media Civici pubblicato dal Senato il mese scorso e interrogando la platea sul significato odierno della democrazia. J.C non ha potuto fare molto di più che puntualizzare alcune questioni attinenti alla rappresntatività del web, alla sua democrazia intrinseca e alla sua attendibilità come fonte informativa, tre temi male presentati e peggio discussi dai relatori che sembravano veramente muoversi in una terra incognita. Una terra dove Antonio Polito ha potuto dire che aspetta di vedere come si passerà dalle "conversazioni" del web alle "deliberazioni". Anche Gianluca Nicoletti, seppure abbia fatto un ampio discorso sulle mnodificazioni antropologiche intervenute con l'avvento dei media interattivi, ha segnato il passo.Abruzzese ha dato qualche spunto, non raccolto dagli interlocutori, e Magatti non è risultato comprensibile. Alla fine il dottor sottile è stato quello che ha dimostrato di averci capito più degli altri, se non altro è stato l'unico a citare liquidfeedback, ma affermando anche lui l'importanza di qualcosa che non esiste più: il primato della politica rispetto a tutto il resto. Insomma, io non ho capito come si possa partecipare a un convegno di questo tipo senza avere una adeguata consuetudine della rete - che vada oltre facebook, google e youtube - almeno per parlarne con cognizione di causa, ma soprattutto non ho capito come si possa evitare di invitare quegli studiosi - dalla Bentivegna alla De Cindio passando per Formenti - che da tanto tempo ragionano su questo tema unendo allo studio la rilfessione teorica, la pratica e l'analisi scientifica. Dal canto mio ho suggerito la prossima volta di invitare almeno loro, insieme a degli esperti di Internet, un hacker, un nativo digitale e quelli che la democrazia elettronica la praticano da tempo. a presto Il giorno 22 giugno 2013 15:41, J.C. DE MARTIN <demartin@polito.it> ha scritto:
*URL: http://www.treccani.it/export/sites/default/istituto/attivita_culturali/iniz... *
L’ISTITUTO DELLA ENCICLOPEDIA ITALIANA E IL POLITECNICO DI MILANO HANNO IL PIACERE DI INVITARLA AL SEMINARIO DI STUDI
WEB E DEMOCRAZIA
Relazioni
GIULIANO NOCI, MARIO ABIS
Discussants
ALBERTO ABRUZZESE, JUAN CARLOS DE MARTIN, MAURO MAGATTI, GIANLUCA N ICOLETTI, ANTONIO POLITO, STEFANO RODOTÀ
Conclusioni
GIULIANO AMATO E GIOVANNI AZZONE
ROMA, LUNEDÌ 24 GIUGNO 2013, ORE15.00 - 18.30
Istituto della Enciclopedia Italiana Palazzo Mattei di Paganica, Sala Igea - Piazza della Enciclopedia Italiana, 4
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