Questa volta ho trovato il servizio piuttosto ingeneroso e superficiale.
La Gabbanelli ha solo accennato, in modo molto timido, agli enormi risparmi che il digitale ha prodotto, che sovrastano abbondantemente i consumi energetici del digitale.
Invece fa un calderone mettendo i bitcoin insieme al web e allo streaming video.
Afferma che usare un editor di testi su un notebook consuma energia nei datacenter!
Afferma che I gestori dei servizi web dovrebbero preoccuparsi dei loro consumi energetici.
Ma dove vive? Non sa che i più attenti ai consumi energetici sono proprio i gestori di datacenter, che si affannano a ridurre al minimo il fattore PUE (rapporto tra energia consumata e quella usata per IT)?
Ha mai letto quali tecniche sofisticate e originali (es. Free cooling adiabatico), vengano sviluppate e utilizzate nei più moderni datacenter?
Ha idea di quanto consumano invece i computer desktop o i server nelle comuni sale macchine?
Ha letto di come Google usi tecniche di AI per prevedere i consumi nei suoi datacenter e spegnerne una parte quando non usata, con un risparmio del 30%?
Ha letto le sofisticate tecniche usate per realizzare processori a basso consumo, come ARM, usato nell 90% dei cellulari e di tutte le tecniche di risparmio energetico che questi adottano per risparmiare batteria?
Oggi abbiamo device e notebook che possono lavorare per 12-18 ore con una sola carica di batteria.
Ha presente la differenza tra questo e la situazione di 10 anni fa?
E infine la conclusione assurda: smette di usare i dispositivi digitali.
Ma siamo seri.
— Beppe