Copyright, la liberticida direttiva Ue

Web . Due articoli impongono alle piattaforme digitali, trasformate in poliziotti, di controllare le operazioni di chi accede ai loro server e sanzionare il loro comportamento se viene scaricato materiale coperto da diritti d'autore

Benedetto Vecchi

EDIZIONE DEL 10.02.2019

Un nuovo tassello è stato posto nella notte tra venerdì e sabato nel fosco puzzle che dovrebbe comporre il nuovo diritto d’autore dell’Unione europea (andrà al voto del parlamento di Strasburgo nelle prossime settimane). La direttiva dovrebbe così mettere fine ai conflitti che hanno visto, nel corso degli anni, contrapposti eterogenei blocchi sociali e di interesse. Da una parte, i pasdaran della concezione della Rete come ambiente ideale per il business; dall’altra, i difensori di una frontiera che tuteli la libertà di navigazione o l’innovazione nel cyberspazio. Blocchi sociali e culturali opachi e vischiosi perché vedono la presenza di imprese editoriali che non nascondono la loro ostilità verso le piattaforme digitali, indifferenti alla tutela dello sfruttamento commerciale di articoli, brani musicali e film scaricati gratuitamente dal web. Sul fronte contrapposto ci sono però multinazionali come Facebook o Google, che hanno intonato litanie sulla libertà di accesso alla Rete per continuare ad appropriarsi dei dati individuali al fine di rimpinguare i loro Big Data che consentono di accumulare ingenti profitti dopo che sentimenti, informazioni e comunicazione individuali sono stati trasformati in merce.

[…]

Continua qui: https://ilmanifesto.it/copyright-la-liberticida-direttiva-ue/