Non sarà più un problema quando, a breve, i telefoni Nokia con Microsoft Windows Phone 7 toglieranno lo strapotere contrattuale ad Apple. ;) David Orban skype, twitter, linkedin, sl, etc: davidorban 2011/2/16 Stefano Quintarelli <stefano@quintarelli.it>:
poco meno di 1/5 del traffico in peak time oggi viene da un solo soggetto che sta qui..
P.O. Box No. 28410 Gloucester Road Post Office Hong Kong
il focus del tema si e' spostato sulle reti wireless perche' su quelle fisse c'e' l'ULL che fissa il prezzo wholesale ad essere indipendente dall'uso e il bitstream che apre la concorrenza.
sul wireless ci sono piu' problemi perche'
1) la struttura dei ricavi e' tale che la voce sussidia i dati (il 23% del traffico fa l'88% dei ricavi) per cui se si toglie la voce all'operatore il prezzo dei dati deve aumentare, ma i pronunciamenti in svezia possono essere un punto di svolta http://is.gd/SVwLOQ
2) c'e' apple che, da abilitatore, forza contrattualmente per diventare intermediario http://is.gd/HmDLOv e anche tecnicamente http://is.gd/RYLGlf
detto in altri termini si forzano le telecom a un rimodulamento tariffario (dove hanno solo da perdere nella transizione) e gli si sottrae anche il billing (con un comportamento abusivo)
le affermazioni di bernabe' prima e Colao dopo, secondo me sono da leggere soprattutto in quest'ottica: in difesa per il punto 1) ed in attacco per il punto 2).
tenete presente che se sei un oepratore e vuoi vendere un iphone, e' apple che deve dare il benestare alle tariffe (ovvero, ci sono abbonamenti che funzionano benissimo con iphone e ipad ma non possono essere comunicate al pubblico cosi' perche' apple non da' il benestare)
ci sono tanti ribilanciamenti di potere da fare...
io, nel frattempo, sono passato a Galaxy Tab.
ciao, s.
On 16/02/11 07.28, Emanuele Lerro wrote:
Mi spiego meglio. Secondo me avrebbe un senso l'idea di imporre ai maggiori content provider di contribuire allo sviluppo delle infrastrutture. Infatti, la quantità di traffico che oggi potrebbe potenzialmente viaggiare in rete è di gran lunga superiore alla portata delle infrastrutture attuali ed i maggiori content provider sono proprio la fonte di questa smisurata mole di traffico. In aggiunta a ciò, essi sarebbero i primi a beneficiare del potenziamento della rete, essendo in grado di fornire sempre più materiale ed in formati sempre più appetibili, con conseguente aumento esponenziale delle revenues connesse alla loro attività "primaria", ma, soprattutto, del potenziamento beneficerebbero gli utenti finali.
Detto ciò, concordo con le critiche mosse alle politiche di discriminazione del traffico on line. Mi sembra già abbastanza assurdo non poter usufruire del traffico VoIP attraverso alcuni tipi di connessioni, non voglio neanche prospettarmi l'idea di dover pagare un abbonamento supplementare per vedere un video su youtube. Anche se forse una situazione del genere aiuterebbe a ragionare di più sulla discriminazione del traffico che già avviene e della quale non ci preoccupiamo perché passa inosservata e/o ci fa comodo (penso ai filtri antispam).
Al di là di tutto questo, però, la mia domanda resta: qual è la strada migliore per adeguare le infrastrutture alle esigenze dell'utente attuale (senza dover attendere l'intervento statale, visto che in Italia non ce lo possiamo permettere)? E, prima ancora di ciò, tale adeguamento è realmente necessario?
Emanuele
On 14/feb/2011, at 17:23, Paolo Brini <paolo.brini@iridiumpg.com> wrote:
Il 14/02/2011 16:46, Emanuele Lerro ha scritto:
http://www.ft.com/cms/s/0/f5c2856e-379e-11e0-b91a-00144feabdc0.html#axzz1Dwk...
Posto che la pretesa non sarebbe del tutto infondata, la soluzione proposta non mi sembra la migliore sotto diversi aspetti, net neutrality in primis. Cosa ne pensate? Quali potrebbero essere le alternative?
Perché non sarebbe infondata? Io ci vedo la solita vergognosa e disgustosa bugia consapevole del cosiddetto "free lunch" dei content provider, che in realtà pagano eccome il traffico che generano. Le telco invece vorrebbero incassarci sopra due (o tre) volte.
Di alternative non ne vedo: per realizzare questi farneticanti progetti le telcos devono necessariamente smantellare Internet come la conosciamo, sbriciolare la net neutrality e anche stravolgere il keep & bill.
Mi chiedo comunque chi ci perderebbe di più se per esempio Google o Facebook non pagassero il pizzo ad una telco e i clienti di quella non potessero raggiungere Google... e mi chiedo infine come in pratica realizzerebbero la cosa se i content provider o gli utenti stessi cominciassero in massa a criptare il traffico. Non è un'ipotesi peregrina, in Svezia già un ISP lo sta facendo addirittura con VPN in outsourcing per sfuggire ad un'altra vergogna (la data retention); gli utenti che non vogliono il traffico criptato e vogliono essere soggetti alla data retention pagano un'addizionale di circa 9 € al mese.
Infine, ad un livello più teorico, mi chiedo se il blocco di servizi che si potrebbero dimostrare essenziali per la libertà di espressione e il diritto di informazione non violi l'art. 1.3a della direttiva quadro 2002/21/CE come emendata dalla 2009/140/CE; come disse pochi mesi fa Sahed, di Skype, alla Commissione durante il Net Neutrality summit, come reagirebbero Parlamento e Commissione se dovessero pagare ogni singola telco di ogni singolo Paese Membro per poter essere raggiungibili dai cittadini europei?
Ciao, Paolo
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