La Commissione analizzò anche l'eventualità che in un ipotetico futuro Facebook utilizzasse i dati a disposizione di WhatsApp a fini di targeted advertising, ma sposò le allegazioni della prima società secondo cui:
- "the data that WhatsApp has access to is at best of marginal utility for Facebook’s advertising purposes and would not enhance Facebook’s ability to target advertisements on its services"
- "Facebook has publicly made it clear that it has no current plans to modify WhatsApp’s collection and use of user data"
- Il CEO di WhatsApp aveva commentato l'operazione dicendo che la privacy è nel DNA della "sua" società e che "“if partnering with Facebook meant that we had to change our values, we wouldn’t have done it.”
- Facebook allegò che tecnicamente sarebbe quasi impossibile, e ci sarebbe da ridere, "to match each user's WhatsApp profile with her/his Facebook profile"
- Non ci sarebbero incentivi a usare i dati di WhatsApp, perché gli utenti di questa, tanto affezionati alla loro privacy, avrebbero abbandonato WhatsApp in favore di Telegram (lock-in ed effetto di rete, questi sconosciuti!!)
Tutte queste ragioni/previsioni erano e sono risibili, ma la presenza di Google (anche) sul mercato pubblicitario ha di fatto agito come scusa per autorizzare un'operazione i cui esiti chiunque avrebbe potutto prevedere.