A me questa storia di Codex preoccupa non tanto in sé (alla fine si tratta di un gadget di Microsoft Visual Studio), ma per il messaggio che c'è dietro. Questo messaggio è in aria già dal 2008 quando Chris Anderson, dalle colonne di Wired, parlò di "end of theory". Ora siamo alla "end of coding". A dispetto di chiunque abbia aperto un libro di epistemologia, a dispetto di quello che Turing-awarded Judea Pearl ha formalmente dimostrato, si insiste nella fantasia che nei dati, e nelle loro correlazioni, ci sia tutto. Il problema è che questo abbaglio da "rozzi cibernetici, signori degli anelli, orgoglio dei manicomi" è maledettamente funzionale a chi detiene i monopoli dei dati e delle computazioni. Il discorso è semplicissimo: "nei dati c'è tutto, tutti i dati li abbiamo noi, dunque soggiacete, felici, al nostro potere". Lo spazio di manovra che abbiamo è nello scarto che esiste tra l'allucinazione tecno-empirista dei monopolisti digitali e la vita vera. G. On Sat, 25 Sept 2021 at 09:40, Antonio Iacono <antiac@gmail.com> wrote:
Is the new capitale vs lavoro?
https://www.agendadigitale.eu/cultura-digitale/codex-e-la-fine-per-i-program...
Una volta i Lego erano i /mattoncini/, quadrati o rettangolari, con altezza di un /brick/ o di un /plate/ [1], FINE. Oggi non si trovano quasi più confezioni con solo mattoncini, al loro posto una miriade di auto, moto, astronavi, ecc. da costruire, con annesso libretto di istruzioni di almeno 20 pagine. Quando il bambino avrà finalmente finito non potrà, poi, smontarlo e costruire qualche altro oggetto, perché quei pezzi difficilmente andranno bene. Che c'entra questa storia dei Lego con la programmazione? La programmazione, caro Guido, non è /quasi/ più /Arte/, come il manuale che hai giustamente citato nell'articolo. Semplicemente perché l'arte, la fantasia è stata definitivamente sconfitta dalla /linea di montaggio/, anzi, semplicemente dalla /Linea/ come la chiamavano gli operai. La /linea/ si è impossessata di tutto, prima del lavoro manuale, poi, via via, anche di quello intellettuale. La fantasia è un pericolo, una persona che pensa, e che magari critica, è un pericolo, un progetto deve essere frazionato in mille parti, ognuna delle quali affidata allo /specialista/, allo /specializzato/ (non sia mai che un singolo programmatore possa accampare diritti del tipo, questo programma l'ho scritto interamente io). Qualche tempo fa un amico mi ha detto: "Tu sei fortunato, fai un lavoro creativo". Già, gli ho risposto io, per ventanni lo è stato, quando il /il software si scriveva con rudi editor di testo partendo da file vuoti/. E molto più creativi di me sono e sono stati Salvatore Sanfilippo /già citato altre volte/ con Redis e non solo. Rasmus Lerdorf, Richard Stallman, Linus Torvalds, John Ousterhout, Richard Hipp, il /nostro/ Giacomo Tesio che partendo da /file vuoti/ hanno creato linguaggi di programmazione, sistemi operativi e motori di database. Gianni Rodari diceva, a scuola, oltre che la /Logica/, dovrebbero insegnare la /Fantastica/. Invece ai programmatori di oggi si chiede loro solo di aggiungere i baffi alla Gioconda.
Antonio
[1] http://www.zalug.co.za/site/wp-content/uploads/2016/08/tony-graham-presentat... _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa