Quali strumenti
adoperare per disegnare una buona regolamentazione
di mercati affetti da asimmetrie informative?
Come appianare il divario che separa
consumatore e impresa in mercati complessi,
quali, ad esempio, quello bancario, assicurativo
o della telefonia? Di questi temi discuterà, in
occasione del primo mercoledì di Nexa del 2013,
Elisa Brodi, ricercatore presso
la Divisione economia e diritto del Servizio
studi della Banca d’Italia.
Usualmente gli
studiosi e policymakers sono soliti
rispondere propugnando l’imposizione di obblighi
di disclosure in capo alle
imprese. L’attenzione è tutta rivolta ai deficit
che affliggono la clientela, sprovvista delle
informazioni necessarie per valutare
compiutamente le caratteristiche del prodotto
offerto (cd. product attribute information).
Sino a oggi, scarsa attenzione è stata dedicata
alla circolazione di informazioni rispetto alle
quali la lacuna che separa le parti è di natura
più cognitiva che conoscitiva, ovvero quelle
inerenti le abitudini/preferenze di consumo
dell’utenza (cd. product use
information). La ragione è
semplice: si tende a pensare che tali
dati, “creati” dallo stesso cliente, non
pongano un tradizionale problema di asimmetria
informativa. Tuttavia, raramente i
consumatori sono in grado di elaborare e
sfruttare appieno questo genere di informazioni.
Quante persone, ad esempio, saprebbero
individuare con esattezza l’intensità con la
quale utilizzano il proprio telefono cellulare o
la propria carta di credito?
Recenti studi hanno
messo in luce il potenziale effetto
benefico di un approccio regolatorio fondato
sull’uso di strumenti telematici in
grado di processare, a beneficio del
consumatore, la product use information.
Al riguardo, un esempio particolarmente
significativo di buona (e innovativa) policy
normativa giunge dal mercato italiano della
telefonia mobile, nel quale è attivo un motore
di ricerca – denominato Supermoney
e vigilato dall’AGCoM
– che consente a ogni interessato di inserire i
dati di consumo estratti dalla propria bolletta
per verificare il costo che sosterrebbe, a
parità di utilizzo, con altri operatori.