Salve a tutti ricercatori Cambiare i paradigmi che si sono incrostati nel profondo sconosciuto intimo della persona e cosa non facile. Quei Paradigmi diventano inconsapevolmente le nostre credenze., compresa l’Intelligenza Artificiale. E tutti i poteri hanno favorito l'ignoranza proponendo con le buone o con le cattive (gli aspetti negativi corruttivi del denaro) il loro pensiero dominante, il loro modo di far credere. E qual è il pensiero dominante oggi, l'omologazione strisciante, dell’intelligenza ricercata altrove? Dell’intelligenza mimetizzata e nascosta dalla tecnologia? Ci vogliamo tutti ignoranti, e coloro che hanno cervello li droghiamo finanziariamente per innovazioni intorno all’intelligenza artificiale che portino benessere non si sa a chi. Nella sintesi le parole sono pesanti. E forse potrebbero essere considerate fuori tema … ma ... abbiate pazienza. Cerchiamo di capire veramente se si può riscoprire l'umana sana intelligenza e immaginare di far qualcosa di “intelligente”, eventualmente anche con tecnologia di supporto ad azioni e comportamenti generalizzati considerabili intelligenti. L'uomo si comporta forse in modo intelligente? Guerre povertà distruzione del pianeta, divisione tra le persone, paure del presente del domani , del diverso ( anche solo del diverso pensare)... fomentate studiate e coltivate a tavolino con piani decennali da cervelli ….. non mi sbilancio a dare a definizioni a quei cervelli. ( per altro anch’io sono stato per anni sottomesso, soggiogato) Intelligenza artificiale? ottimo progetto anche dalle applicazioni eccezionali, ricomporre arti distrutti dalle bombe, ottenere servizi che non sappiamo più chiedere al vicino o ai vicini di casa? Comprendere le reazioni umane? l'uomo è l'essere più inaffidabile, nel senso che le reazioni sono diversissime al cambio di cultura. e la cultura cambia anche da un paesino ad un altro. Salvo perseguire un omologazione pesante imponendola con la violenza, con la povertà e la fame. Intelligenza artificiale per produrre armi tanto intelligenti che col riconoscimento facciale che potrebbero uccidere e sostituire totalmente la nostra coscienza, non siamo noi che uccidiamo o che eliminiamo persone con le quali non sappiamo più dialogare perché abbiamo cercato l’intelligenza altrove ….. La domanda potrebbe essere quali sono le tecnologie, se vogliamo di ottima architettura e finalità (ideologicamente considero fuorviante la descrizione in: I.A.) che l’intelligenza umana dovrebbe cercare di realizzare? Quali dovrebbero essere le TECNICHE le TECNOLOGICHE atte a contrastare le cause ALTRETTANTO TECNICHE ORGANIZZATIVE che sospingono a divisioni, impoverimenti e restrizioni in tutti i sensi, culturali e materiali? E il resto a catena… Carlo Antonello
Il 27 aprile 2018 alle 19.35 "armeo@mail.nexacenter.org" <meo@polito.it> ha scritto:
bellissimo questo saggio proposto a Nexa da Tesio!!!
Direi che la sua tesi coincide con quanto dissi, moltissimi anni fa, nella relazione introduttiva del Festival di C.L. a Rimini "Bit, tamburi, messaggI": l'intelligenza artificiale non esiste. Esistono alcune meravigliose discipline scientifiche, come, ad esempio, pattern recognition, machine learning, big data processing, ecc. ecc., manifestazioni di profonda intelligenza naturale, che ci consentono di risolvere problemi pratici difficilissimi, ma non realizzeremo mai l'intelligenza di un cagnolino.
Raf
Il 27/04/2018 18:09, Giacomo Tesio ha scritto:
> > Un saggio onesto ed interessante di Rodney Brooks sulla storia (e sul presente ;-) della intelligenza artificiale.
Mi ha ricordato da vicino l'intervento di Carlo Batini al seminario del 4 marzo a milano.
> > > Just because someone says they are working on AGI, Artificial General Intelligence, that does not mean they know how to build it, how long it might take, or necessarily be making any progress at all. These lacks have been the historical norm. Certainly the founding researchers in Artificial Intelligence in the 1950’s and 1960’s thought that they were working on key components of general intelligence. But that does not mean they got close to their goal, even when they thought it was not so very far off.
So, journalists, don’t you dare, don’t you dare, come back to me in ten years and say where is that Artificial General Intelligence that we were promised? It isn’t coming any time soon.
> >
http://rodneybrooks.com/forai-the-origins-of-artificial-intelligence/
Giacomo
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