Caro Alberto, Alberto Cammozzo <ac+nexa@zeromx.net> writes:
Grazie a Giacomo e Giovanni per le risposte. Dovrò articolare il regionamento.
Grazie per aver articolato il tuo ragionamento.
Premetto che vorrei che il riconoscimento facciale fosse vietato come è vietato preparare armi batteriologiche:
Non sono per nulla d'accordo sul fatto che un algoritmo, "tradotto" in programma attraverso un linguaggio di programmazione, possa essere vietato per legge. :-) Sul parallelo tra software e armi batteriologiche come sempre vado in segfault, quindi boh.
non solo non può farlo il cittadino, ma nemmeno può farlo una compagnia privata, e nemmeno i governi. Se lo fanno è violando accordi espliciti. I rischi connessi sopravanzano di gran lunga i vantaggi.
Capisco benissimo i rischi connessi all'utilizzo di questi algoritmi e sono allarmato quanto te e molti altri su questa lista dell'utilizzo *brutale* che ne fanno aziende private e forze di polizia, ma non è criminalizzando gli algoritmi che si risolvono le cose; anche (soprattutto) perché si comincerebbe rendendo illegale un algoritmo e non credo che dove si andrebbe a finire ci piacerebbe così tanto, visto che a decidere cosa è illegale o meno sono gli stessi che usano queste tecniche per tentare di tenere sotto controllo __gli altri__. Per fare un esempio di RF del tutto innoquo: nel mio piccolo, in un recente passato avevo sperimentato le funzioni di riconoscimento facciale delle **mie** foto perché mi pare comodo che io abbia la possibilità di identificare automaticamente - con un certo grado di errore - le foto delle miei nipoti senza doverle "taggare" tutte a mano. Le **mie** foto (e quelle che mi hanno passato amici e parenti, fidandosi di me) sono tutte su **miei** dispositivi locali, non pubbliche e non pubblicate. Quindi con "bando del riconoscimento facciale" dove ci dobbiamo fermare? [...]
Se invece si ristabilisse l'asimmetria informativa, si potrebbe ottenere un allarme maggiore derivante dalla consapevolezza delle conseguenze della diffusione delle immagini, comportamenti più responsabili, e magari il bando della FR.
Quindi siccome tante persone sono irresponsabili a pubblicare foto a disposizione di chiunque (quantomento dei proprietari delle "piattaforme") dobbiamo "vietare il software"? ...oppure ho capito male io la tua idea di messa al bando?
Venendo alle volsre considerazioni: perché dunque l'utente medio dovrebbe usare GNU:Net o educare all'uso sano dell'informatica se non ne vede i vantaggi? Continuerà a usare FB, e G e Whatzap e vivere felice...
Se l'utente medio pensa che le sue foto su FB sono davvero priate e non vedrebbe vantaggi nell'usare un sistema di comunicazione anonimo, nel quale sarebbe garantito che le sue informazioni arrivino *solo* ai destinatari e dove __non_esisterebbero__ dati memorizzati e intellegibili al di fuori dei computer sotto il proprio diretto controllo... allora è giusto che continui a usare FB, ecc, ecc Diciamo che se gnu:net fosse più maturo e diffuso io potrei condividere più facilmente le informazioni di famiglia e con quei quattro amici che ho: vorrei essere libero di scegliere.
Al contrario, se potessero vedere con i proprio occhi quello che vedono coloro che hanno in mano un motore di riconoscimento di riconoscimento facciale, avrebbero consapevolezza del rischio e il livello di allarme raggiungerebbe il livello necessario per innescare comportamenti virtuosi.
Tipo: se non vedo non ci credo? Non ci sono già abbastanza evidenze schiaccianti dell'inopportunità di "regalare" le proprie esistenze digitali a coloro che fanno di tutto per condizionarci su tutti gli aspetti della nostra esistenza, controllarci e purtroppo a volte reprimerci? Le nostre immagini sono solo **uno** degli aspetti delle nostre esistenze digitali: conversazioni email, chat, dati di geolocalizzazione, dati sanitari, prestazioni scolastiche...
A meno che il legislatore non intervenga (giustamente) a tutela del cittadino, eviti il far west e bandisca la tecnologia.
La soluzione non è meno tecnologia (in questo caso di riconoscimento facciale) ma tecnologia migliore. Immagina una tecnologia che permettesse a ciascuno di noi di scambiare, anche in gruppo ovviamente, *qualsiasi* informazione digitale, foto comprese, con la sicurezza - by design - che nessuno al di fuori dei destinatari sia in grado di interpretarla: si può fare. (Il "trucco" è iniziare a superare il triste paradigma di password/utente e avere una vera identità digitale). Ovvio che se io decidessi di rendere pubblica un'informazione, foto compresa, difficilmente potrei pretendere che non se ne faccia uso. [...]
Quesito: violo il GDPR?
Il GDPR è troppo limitato e troppo complicato... ma è OT qui. [...] Grazie, Giovanni. -- Giovanni Biscuolo