Buongiorno. Infatti, il punto è che quell'articolo non ha alcun fondamento e non andava pubblicato, non è un articolo scientifico. E' un presunto studio che analizza il punto di vista soggettivo (come indicato chiaramente nell'articolo) di 13 intervistati trovati a caso tramite Google (dichiarato nell'articolo). Il profilo degli autori si può vedere cliccando sul nome e aprendo l'elenco delle pubblicazioni su PubMed e Google Scholar: il primo ha scritto solo articoli contro i vaccini su Ebola, HIV, ecc., il secondo e il terzo si occupano di criminologia, con qualche articolo contro i vaccini, il quarto autore scrive di tutto un po', inclusi un paio di articoli contro i vaccini. Poi ognuno può fare le sue considerazioni. Garrett Hardin era un ecologo che ha esposto e argomentato nel suo articolo del 1968 su "Science" una teoria su tematiche affini all'ecologia, ovvero relative all'impatto che l'azione dell'uomo ha sull'ambiente e sulle risorse naturali, ancora oggi studiata perché ritenuta il punto di partenza di una serie di riflessioni successive, a cominciare da quelle di Elinor Ostrom, e che arrivano fino a oggi con il tema cruciale dello sviluppo sostenibile. Nel suo articolo Hardin denunciava l’individualismo esasperato della nostra società basata sul profitto come un ostacolo insormontabile per il bene comune, fornendo degli esempi e delle schematizzazioni (il famoso esempio del pastore e dell'allevamento di pecore che porta all'esaurimento del pascolo). Elinor Ostrom (così come altri) non ha contraddetto nell'insieme la teoria di Hardin, né l'ha ritenuta priva di fondamento, ma ha sostenuto che è possibile un modello economico differente in grado di risolvere "the tragedy of the commons". E' il metodo scientifico, funziona così. Tornando all'articolo anti-vax, invece, nell'introduzione vengono fatte delle affermazioni citando solo riferimenti bibliografici che confermano la tesi degli autori, senza rendere conto del dibattito e delle opinioni contrastanti su ciascuno dei punti sollevati, e senza far emergere le criticità. Per esempio, si parla degli articoli sull'idrossiclorochina (che però, guarda caso, non vengono citati) ma si dimentica di dire che sono stati ritrattati. L'articolo cita a sostegno delle teorie presentate diverse sedi online non scientifiche, in cui si esprimono opinioni, elencate anche in bibliografia, tra le quali "Vanity Fair", blog generalisti, social network. Si parla di un'analisi dati condotta sui 13 intervistati ma non ci sono i dati, solo le opinioni. E peraltro di sole 13 persone scelte tra gli anti-vax, senza contraddittorio. Tra le opinioni degli intervistati è notevole, a mio avviso, quella sul complottismo dei sistemi di fact-checking a cui alcuni dei 13 intervistati sono stati sottoposti: l'assunto dell'articolo è che se il fact-checker riscontra un contenuto falso non è perché è falso ma perché i fact-checkers sono manipolati dai produttori. Dichiarazione di uno degli intervistati riportata nell'articolo "i fact-checkers sono fonte di disinformazione". La scienza non è un'opinione ma queste invece sono opinioni, peraltro di sole 13 persone selezionate ad hoc e in una sola direzione, senza alcuna voce di contraddittorio. Non mi pare ci sia della scienza qua. Un saluto cordiale Rossana Morriello -----Messaggio originale----- Da: nexa <nexa-bounces@server-nexa.polito.it> Per conto di Giacomo Tesio Inviato: sabato 5 novembre 2022 21:45 A: nexa@server-nexa.polito.it; maurizio lana <maurizio.lana@uniupo.it> Oggetto: Re: [nexa] analisi delle fonti (era: Censorship and Suppression of Covid-19 Heterodoxy) Salve Maurizio, non mi è chiaro se la tua sia una critica all'articolo o a Springer che l'ha pubblicato. On November 5, 2022 11:35:14 AM UTC, maurizio lana <maurizio.lana@uniupo.it> wrote:
voglio conoscere qualcosa del posizionamento degli autori (YaffaShir-Raz, Elisha Ety , Brian Martin, Natti Ronel, e Josh Guetzkow) andando a vedere che cosa scrivono.
La tua ricerca è molto interessante in effetti. Però posso farti notare che non si tratta di un' analisi delle fonti? È una analisi degli orientamenti politici e culturali degli autori. Una analisi assolutamente legittima ma che mi apetterei per un articolo di opinione non per un articolo pubblicato su una rivista scientifica, che dovrebbe sottoporlo a peer-review. (correggimi se sbaglio eh... non conosco queste dinamiche) Ora, è ben vero che The Tragedy of the Commons fu pubblicato da Science nel 1968. Si tratta di una "analisi" fatta di congetture, opinioni ed aneddoti non falsificabili ma ancora oggi viene menzionata come se fosse scienza acquisita invece che mera propaganda anticomunista. Dunque il fatto che la scienza venga usata per scopi propagandistici non mi sorprende. Tuttavia non mi è chiara la metodologia della tua critica. Hardin era uno zoologo ed un microbiologo. All'epoca della pubblicazione su Science di quel pezzo, insegnava da anni all'Università della California. Era insomma "credibile" e "autorevole" per gli standard dell'epoca. Questi autori sono no-vax. Ritieni che mentano? Che abbiano decontestualizzato alcuni fatti per sostenere una tesi? Che i passaggi logici dell'aricolo siano errati? Oppure ritieni il fatto che siano no-vax (ammesso che lo siano) sufficiente a rendere ciò che scrivono non meritevole nemmeno di essere confutato? (men che meno pubblicato e diffuso) Ritieni che gli episodi denunciati dall'articolo non siano avvenuti, che siano stati esagerati o che fossero giustificati? E perché? Giacomo _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa