Rispondo alla femminina. Il mio alunno mi invia una e.mail con un progetto, io la suo con altri colleghi ed alunni "fortunati" escludendolo, è un furto secondo voi? O COSA? Immaginiamo che questo processo diventa "normale" in un paese dove ci cerca disperatamente di implementare una democrazia? Abbiamo bisogno di norme oppure di http://www.clonline.org/articoli/ita/vol_Papa1212_intern.htm partendo da un serio esame di coscienza? Perdonatemi per questa e.mail Pace e bene ----Messaggio originale---- Da: mariella.berra@unito.it Data: 25-gen-2012 10.21 A: <nexa@server-nexa.polito.it> Ogg: [nexa] Il copyriht è un furto? --> MICHELE BOLDRIN - DAVID K. LEVINE ABOLIRE LA PROPRIETÀ INTELLETTUALE Laterza, 19/1/2012 collana "I Robinson / Letture" C'e' una recensione provocatoria "il copyright e' un furto" Mi sveglio una mattina con un'invenzione in mente, la realizzo e ci metto il marchio: è questo il percorso che permette alla nostra creazione intellettuale di tradursi in "proprietà intellettuale", tutelata attraverso il sistema attuale dei brevetti e dei copyright. Da molti è considerato un diritto socialmente utile. Lo è davvero o, invece, si tratta di un furto? Boldrin e Levine rispondono che se non è un "furto", è per lo meno un virus. Un virus la cui sempre più ampia estensione danneggia sia l'innovazione tecnologica che la crescita economica rendendo, al contempo, sempre più diseguale e ingiusta la distribuzione del reddito. Boldrin e Levine - con un linguaggio del tutto informale e privo di ogni tecnicismo - guidano il lettore attraverso una grande mole di episodi storici, casi imprenditoriali e argomenti economici che dimostrano come e perché la proprietà intellettuale, divenendo un monopolio, è socialmente dannosa. Certo, le (buone) idee non solo possono ma devono essere vendute, altrimenti non verrebbero prodotte o ne verrebbero prodotte molto poche ma, secondo Boldrin e Levine, il proprietario del copyright non deve essere autorizzato a usare la proprietà intellettuale per controllare l'uso del prodotto legalmente acquisito anche dopo che la vendita sia avvenuta. Questo diritto genera un monopolio che non aumenta e spesso riduce il progresso e lo sviluppo tecnologico. La conclusione è chiara e definitiva: il monopolio intellettuale è socialmente dannoso... Questa idea è portata aavnti secondo un modello di mercato concorrenziale Ciao m