Concordo con molto di quanto e' stato detto. Vorrei che qualcuno mi spiegasse, pero', cosa resta dell'articolo 25(6) se le decisioni della Commissione non hanno piu' l'effetto di evitare l'intervento delle DPA. Teoricamente e' stata invalidata la decisione SH, ma mi pare che il 25(6) sia stato di fatto completamente svuotato.2015-10-10 16:45 GMT+01:00 Alessandro Mantelero <alessandro.mantelero@polito.it>:Concordo con Marco. Una decisione che invalida un accordo su cui si basa la legittimità del trasferimento di gran parte dei flussi di dati da EU ad US, non mi pare una “pregevole dichiarazione di principi senza pratici effetti”.
In tal senso, tutte le istituzioni che si occupano di data protection (Commissione EU, ART29WP, Garanti, FTC) e gli esperti in materia su entrambe le sponde dell’Atlantico paiono aver ben differente opinione.
L’art. 25 (1) della dir. 94/56/EC prevede che “The Member States shall provide that the transfer to a third country of personal data which are undergoing processing or are intended for processing after transfer may take place only if, without prejudice to compliance with the national provisions adopted pursuant to the other provisions of this Directive, the third country in question ensures an adequate level of protection”. Ai sensi del medesimo articolo, la Commissione può accertare che il livello di protezione offerto da uno stato terzo sia adeguato e, nel caso degli US, lo ha fatto attraverso la decisione sul c.d. principi di Safe Harbor.
Invalidata ora tale decisione, viene a mancare l’accertamento dell’adeguatezza ad opera della Commissione. Ne consegue che con riguardo agli US (che vengono Ca trovarsi nella posizione comune a molti altri stati) le autorità garanti nazionali potrebbero valutare il livello di protezione offerto dal sistema giuridico statunitense e ritenerlo inadeguato (la Corte pare fornire diversi argomenti).
Se ciò accadesse, le imprese dovrebbero trovare specifiche e diverse basi giuridiche di legittimazione dei flussi di dati, le stesse già utilizzate per l’invio di dati verso altre nazioni.
Il tutto non mi pare possa dirsi proprio un processo privo di effetti pratici…
AM--
On Sat, 10 Oct 2015 15:18:41 +0200
Marco Ciurcina <ciurcina@studiolegale.it> wrote:
In data sabato 10 ottobre 2015 15:06:43, Carlo Blengino ha scritto:
Marco,sei sicuro che la sentenza Schrems sia "debole" e non avrà effetto?
so che la pensiamo diversamente, ma riconosco le tue ottime ragioni.
Sulla sentenza ho molte perplessità e ne approfitto per inoltrare in lista
il link al pezzo che ho appena scritto...e che immagino non troverà grandi
consensi.
Parliamone, come sempre ;)
io, se ci devo scommettere un caffè, scommento sul contrario.
IMHO ci sono già avvocati che stanno scrivendo esposti e ricorsi ai diversi Garanti europei. tireremo le somme tra un po' (non credo moltissimo..).
;-)
ciao,
m.c.
I miei dati al di là dell'oceano
http://www.ilpost.it/carloblengino/2015/10/10/i-miei-dati-aldila-delloceano/
C.
Il 10/Ott/2015 14:02, "Marco Ciurcina" <ciurcina@studiolegale.it> ha
scritto:
> In data martedì 6 ottobre 2015 12:51:32, Blengino ha scritto:
> > Tecnicamente di tutto, o più probabilmente nulla.
> > > > Vincolati come siamo ad una normativa nata 20anni fa (Zuckerberg aveva
> > 11anni) si aprono scenari surreali, non tanto per i grandi titolari di
> > trattamento stranieri basati in EU,
> > L'effetto è che potrebbero perdere clienti.
> Speriamo si rendano conto che, per loro, è fondamentale fare pressione sul
> governo USA perchè rispetti i diritti umani degli stranieri (europei e non
> solo).
> > > quanto per le imprese UE cui
> > teoricamente potrebbe esser inibito l’utilizzo di qualsivoglia servizio
> > che comporti un trasferimento dei dati trattati verso US. E basta GMail
> > o
> > un qualsiasi servizio cloud (magari fornito da sp europeo, che utilizzi
> > ridondanze extraUE tipo amazon ecc.ecc.)
> > Già..
> E non solo le imprese: anche la PA.
> Penso, per esempio, all'inavvertita scelta di molte università italiane
> che
> hanno migrato i servizi di posta per docenti, studenti e personale
> amministrativo a servizi offerti gratuitamente da Google.
> E al nostro Ministro dell'Istruzione che, avvertitone da più d'un anno,
> non ha
> neppure ritenuto di rispondere a un'interpellanza di Quintarelli
> http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=4/05980&ramo=CAMERA&leg=17
> > Credo che, alla luce della sentenza Schrems, ci si possa aspettare che
> qualche
> professore e/o studente di quelle università si rivolgerà al Garante della
> Privacy per chiedere di verificare se l'adzione di servizi offerti da
> imprese
> USA che prevede il trasferimento dei dati extra-UE è conforme al diritto.
> > m.c.
> > > Se debbo dire, sono molto incerto nella valutazione della sentenza:
> afferma
> > > principi importanti su di un punto cruciale, ovvero l’ingerenza dello
> > Stato
> > > per ragioni di sicurezza nazionale e law enforcement, che è però materia
> > del tutto estranea alla Direttiva del 95 che regolava unicamente il
> > mercato
> > > (primo pilastro) e non giustizia e sicurezza. E questo è da sempre un
> > vulnus anche per noi europei. E dunque non so dire se:
> > > > i) sia la forzatura di una Corte che si rende conto
> > di
> > esser l’ultimo baluardo per reagire ad una situazione inaccettabile
> > nella
> > compressione dei diritti fondamentali sul web da parte degli Stati
> > (Governi
> > > UE inclusi: la condanna pare esplicita, non per Facebook ,ma alla
> > sorveglianza da parte degli Stati, così che si parla a suocera perché
> > moglie intenda);
> > > > ii) se sia la scelta politica e miope di sferrare
> > l’ennesimo attacco all’egemonia economica USA, dove i diritti
> > fondamentali
> > > sono la clava per tentare di recuperare forza contrattuale… (c’è il TTIP
> > che vaga…ma non voglio far dietrologia).
> > > > Insomma, non so dire. Leggiamo e vedremo
> > > > C
> > > > > > > > Da: nexa-bounces@server-nexa.polito.it
> > [mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] Per conto di fabio chiusi
> > Inviato: martedì 6 ottobre 2015 11:33
> > A: 'nexa'
> > Oggetto: Re: [nexa] Decisione Corte di giustizia europea invalida Safe
> > Harbor
> > > > > > > > Ma ora che succede? Non ho ben capito le conseguenze (immediate e non)
> > di
> > questa decisione...
> > > > f.
> > > > > > > > > > > > Il Martedì 6 Ottobre 2015 10:45, Antonio Casilli
> > > <antonio.casilli@telecom-paristech.fr> ha scritto:
> http://mobile.nytimes.com/2015/10/07/technology/european-union-us-data-col
> le> > > ction.html
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