In shorter terms, ACTA creates a two-thronged device with one side the threat of criiminal sanctions for abetting and aiding, and on the other side the obligation of Member States to steer cooperation between intermediaries and rights holders. That will force ISPs or permit intermediaries to claim to be forced (ex : Google) to adopt preventive filtering or similar Internet policing measures. In addition, it is a tragic mistake to judge the effect of the treaty in view of solely the present state of community law (for instance). A review of IPRED + IPRED2 proposal are in the pipelines that can (plan to) modify the conditions of the liability exemption and this will interact with ACTA (if "assented to"). Philippe Le 01/11/2011 17:58, Paolo Brini a écrit :
Il 01/11/2011 16:40, fabio chiusi ha scritto:
Ho visto su LQDN l'ultimo video per dire no ad ACTA. Parla di ISP legalmente responsabili per ciò che fanno i loro utenti. Tuttavia ho letto qui
(http://www.publicknowledge.org/blog/what-we-won-acta?utm_source=feedburner&u...)
che la norma è stata eliminata dal trattato. Nel complesso:
* The provision that proposed to criminally punish ordinary users (think college kid downloading music) with fines, jail time, seizure of computers, etc., was significantly scaled back as the negotiation process moved on and finally eliminated in the final text.
Salve Fabio.
Non sono d'accordo con questa parte dell'analisi.
ACTA impone ai paesi sottoscrittori che le misure minime per le violazioni del copyright su scala commerciale siano sanzioni penali E civili. "Scala commerciale" viene ri-definita in ACTA come l'insieme di attività tramite le quali si ottiene "vantaggio economico diretto o indiretto o vantaggio commerciale".
Analogamente a quanto faceva la prima legge Urbani che sostituì la parola "lucro" con la parola "profitto", definendo la "scala commerciale" anche come vantaggio economico indiretto, si criminalizza qualsiasi condivisione o download online di contenuti protetti da copyright (così come le copie per parenti o amici di DVD, BluRay e CD), in assenza di scopo di lucro.
Inoltre, la disposizione crea le basi per poter accusare gli ISP e in generale i fornitori di servizi della società dell'informazione (così come i produttori di hardware o software che direttamente o indirettamente permettono l'aggiramento dei DRM) come beneficiari di un vantaggio economico almeno indiretto dalle attività di violazione del copyright compiuti tramite le proprie infrastrutture (o tramite i beni venduti), e quindi responsabili civilmente e penalmente. Tale possibilità è indubbio che darà un boost straordinario a tecniche di monitoraggio e filtraggio preventive.
* The provision that required all ACTA countries to hold third parties, such as ISPs and consumer electronics manufacturers, liable for their customers' infringement was eliminated. This provision, as drafted, was inconsistent with U.S. law and would have required changes to this complex and evolving policy space.
La cancellazione di questa disposizione è confermata nell'ultima versione pubblicata. Tuttavia, può essere irrilevante vista la disposizione di cui sopra.
* The provision that required countries to institute safe harbors for ISPs from their customer's infringement was eliminated. While the idea of providing ISPs with a safe harbor is a good one and facilitates the development of platforms and services on the Internet, the way in which ACTA would have required these safe harbors was not good. It lacked safe guards for users that are contained in U.S. law. Further, it could have provided the excuse for measures such as three strikes and deep packet inspection.
Questa affermazione mi sembra confusa perché i safe harbor nel DMCA sono riservati essenzialmente ai fornitori di servizi, non agli utenti. Comunque, la disposizione che imponeva che conditio sine qua al fine delle limitazioni di responsabilità dei fornitori di servizi fosse l'adozione di adeguate misure tecniche atte a prevenire le violazioni, che avrebbe richiesto la modifica radicale degli articoli 12->15 della 2000/31/EC, è stata eliminata, almeno nell'ultimo testo reso pubblico. Inoltre, non c'è alcuna disposizione esplicita per sistemi 3-strikes. Ritengo che la strategia sia di demandare ad accordi "volontari" la disconnessione dei clienti, pressando tale "volontarietà" tramite la leva di cui sopra.
Più in generale, se sono scomparsi questi pericoli, dove sono i veri pericoli per la libertà di espressione e la privacy nell'attuale versione di ACTA?
In merito a questi (e anche ad altri diritti fondamentali) ti rimando all'eccellente "OPINION on the compatibility of the Anti-Counterfeiting Trade Agreement (ACTA) with the European Convention on Human Rights & the EU Charter of Fundamental Rights" <http://rfc.act-on-acta.eu/fundamental-rights>
Ritengo che l'opinione dei servizi legali del Parlamento Europeo non possa essere considerata di alcun valore perché, come scrive Joe McNamee, essa è un'opinione che conclude che ACTA potrebbe non essere in linea, ma che potrebbe anche esserlo, con il quadro legale dell'Unione. Come i MEP possano basare il proprio voto su un'opinione che lascia aperte due possibilità antitetiche per me resta un mistero. <http://www.edri.org/edrigram/number9.20/acta-ep-legal-service-opinion>
Anche se non fa parte delle tue domande, mi permetto di invitarti a valutare l'impatto che ACTA può avere sull'accesso ai farmaci e sulle misure di controllo, sequestro e distruzione alle frontiere: <http://rfc.act-on-acta.eu/access-to-medicines>
Concludo dicendo che le analisi americane talvolta partono da una visione un po' diversa. Negli USA è stato messo in chiaro che ACTA verrà introdotto come "executive agreement" <http://www.au.af.mil/au/awc/awcgate/congress/treaties_senate_role.pdf>
e che è stato classificato da Obama come accordo essenziale per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti <https://www.eff.org/deeplinks/2009/11/stopping-acta-juggernaut>
quindi sarà sufficiente la firma del Presidente per introdurlo nel paese, non c'è bisogno di alcuno scrutinio ed approvazione democratica. Un executive agreement può essere introdotto solo se non richiede modifiche agli atti federali. È stato ufficialmente chiarito senza mezzi termini da rappresentanti governativi americani che ACTA non è in alcun modo vincolante per gli Stati Uniti <http://www.techdirt.com/articles/20110209/00065113017/eu-acta-is-binding-tre...>
Tale dichiarazione è del tutto legittima e credibile, non avendo gli Stati Uniti ratificato la Convenzione di Vienna sulla Legge dei Trattati, cosa che rende gli Stati Uniti immuni da ACTA indipendentemente dal fatto che esso sia un trattato (come sostenuto da Velasco, DG Trade Commissione Europea) o un accordo (come suggerito sia dal nome sia dalla decisione unilaterale di Obama): <http://arebentisch.wordpress.com/2011/03/01/3058/>
Ciao, Paolo
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