> Tuttavia, l'esperimento mentale andrebbe fatto, sia pure per comprendere bene come mai non saremmo disposti ad una soluzione di quel tipo, mentre invece ci va bene Facebook.
E' domenica e piove. Quindi possiamo anche fare l'esperimento. Come già evidenziato da alcuni, non è tanto una questione tecnica di realizzare un social decentralizzato in quanto da un punto di vista del deployment delle risorse tutti i grandi social privati sono distribuiti, ma la loro governance è centralizzata.
Proviamo a cercare invece un modello in cui lo Stato controlla un social considerando che questo deve avere alcuni requisiti minimi per essere tale.
- deve avere una massa critica minima
- deve funzionare 24/7 quasi senza intoppi, diciamo uptime del 99%
- deve avere dei costi sostenibili senza aumentare il carico fiscale
Partiamo dal primo punto, la massa critica. Come si può pensare di ottenerla? Certo potremmo imporla ope legis, multare chi non si iscrive o chi non lo usa. Fare un po' come nosedive di black mirror. Ma non siamo in Cina e quindi non possiamo (per fortuna direi). Quindi dovrebbe semplicemente essere bello, "inutile", accattivante per tutte le fasce di età (cosa già impossibile per un unico prodotto, nemmeno FB piace a tutti). La vedo durissima con il ministero che fa una gara al prezzo più basso per ingaggiare esperti di exponential growth e UX. Senza contare che un prodotto come questo non si fa una volta sola, si rifà ogni giorno. Product discovery e nuove funzionalità devono essere testate e provate "sul mercato" per cercare sempre di rendere gli utenti più felici e i clienti più paganti. Creare un prodotto mediocre servirebbe solo ad alimentare ancora meglio quelli privati esistenti.
Vediamo il secondo punto, quello dell'uptime o meglio della business continuity. Che poi ha due dimensioni: una tecnica ed una di supporto utenti. Quella tecnica è banale, il servizio deve stare su. Quella del supporto è anche banale: se un utente ha un problema, scrive al supporto ed ottiene una soluzione. Ora sto veramente cercando di capire quale altro servizio pubblico di quelli gratuiti (o meglio pagati dalla fiscalità generale) tra scuola, sanità, previdenza sociale, servizi al cittadino di comuni regioni etc. abbia questo livello di qualità. Devo ammettere di non averci pensato molto, ma per ora non ne ho trovato nessuno. Chiaramente mi riferisco all'Italia.
Terzo, deve avere dei costi sostenibili. Twitter fattura 3B e Facebook circa 70B. In questa scala si collocano anche i costi per un social con ambizioni globali. Possiamo moltiplicare per un fattore 0.3 se vogliamo ridurlo al solo spazio europeo e possiamo andare da un minimo di 1B ad un max di 20B. Il guaio è che il modello twitter non sarebbe comprensivo di tutte le fasce di età e di utilizzo, twitter lo usano solo politici, "anziani" e intellettuali (o presunti). Facebook è un universo molto più rappresentativo (instagram, whatsapp, facebook) di una platea molto più vasta.