On 11/18/22 19:12, maurizio lana wrote:
> ...continuando a pensare su questo tema, al di là dei titoli dei thread,
> credo che la questione artefatto - responsabilità - progettisti -
> utilizzatori
> sia centrale. perciò ripensando a questo passaggio
>> [L'artefatto non ha etica.
>> Esprime l'etica di chi l'ha costruito, imprimendola al resto del mondo. Ne riproduce la volontà. Ne diffonde i valori.]
>>
>> L'utilizzatore, nella stragrande maggioranza dei casi, è eticamente irrilevante. Se non può alterare concretamente e consapevolmente il
>> funzionamento dell'artefatto, non ha libertà nel suo utilizzo. Può fare e pensare solo ciò che il creatore dell'artefatto stesso ha deciso.
> trovo problematico affermare che "l'utilizzatore, nella stragrande
> maggioranza dei casi, è eticamente irrilevante."
> chi utilizza un coltello per uccidere la compagna, o i contractors di
> Wagner che usano un martello per uccidere un compagno; non mi paiono
> eticamente irrilevanti; e quindi direi al contrario che nella
> stragrande maggioranza dei casi l’utilizzatore di un artefatto è
> eticamente rilevante.
> poi capisco che l'argomentazione sia venuta nella forma inversa
> "l'utilizzatore, nella stragrande maggioranza dei casi, è eticamente
> irrilevante" perché essa preparava la presentazione del caso "Rafaela
> Vasquez, a bordo dell'auto di Uber che uccise Elaine
> Herzberg nel 2018, non stava "usando" l'auto: ne veniva usata" in cui
> sì certo l'utilizzatore dell'artefatto è utilizzato dall'artefatto. ma
> è un caso particolare.
> il caso generale rimane che l’utilizzatore di un artefatto è
> eticamente rilevante (in caso contrario assolviamo tutti gli assassini
> che per uccidere usano artefatti) e come in tutti i casi di
> responsabilità etica, la conoscenza e la consapevolezza contano. se
> sappiamo che le auto autonome possono uccidere mentre ci trasportano
> possiamo pensare che esse ci esautorano dalla responsabilità per i
> danni che possono causare mentre ci trasportano; _o possiamo decidere
> di non usarle_ fintantoché la situazione non cambi. quindi è chiaro
> che oggi abbiamo artefatti (con o senza IA) che complicano la
> questione della responsabilità dell'utilizzatore; ma il principio
> generale non mi pare che possa cambiare.
> Maurozoo
>
Approfitto del thread refresh per alimentare le riflessioni.
1) Premesso che la riduzione di ogni aspetto della vita a funzione
ottimizzabile è limitante e pericoloso, l'automobile è l'esempio
sbagliato. Per me (ripeto: per me) l'automobile è un mezzo che trasporta
persone da A a B e come tale può essere efficacemente ottimizzato per un
numero di parametri: tempi, consumi, traffico, uccisioni, ferimenti,
danneggiamenti... Di essere ucciso da un'automobile guidata da una IA o
da un persona in carne ed ossa, a me, personalmente, cambia poco. Se
complessivamente, con la guida autonoma, muoiono meno persone ogni anno,
ben venga la mia morte per mano inorganica. Ricordo che l'automobile è
la ottava causa di morte (3700 persone al giorno, 1,35 milioni l'anno) e
la prima per persone tra i 5 e i 29 anni [1].
Se poi qualcun ritiene che l'automobile sia anche un mezzo per fare
passeggiate piacevoli o per gareggiare in velocità, e in quanto tale
vettore di espressione umana, abbiamo due visioni del mondo diverse e
non mi viene altro che consigliare di svolgere tali attività (per me
marginali, ma rispetto chi la pensa diversamente) con guida umana, e,
però, a questo punto, in luoghi adatti ad evitare danni, disagi e morte.
2) Rubo da Harari (che non va né incensato, né vituperato, ma più
semplicemente letto con i filtri di cui ci ritengo più che capaci) un
dilemma etico-automobilistico piuttosto interessante (tratto dal
principio del rasoio di Occam).
Una persona è alla guida su una strada ad alto scorrimento. Un bambino
con un pallone si getta improvvisamente in carreggiata. In una frazione
di secondo, la persona deve scegliere se sterzare per evitarlo e morire
con probabilità pari ad 1 schiacciata da un TIR che arriva in direzione
opposta, oppure proseguire senza sterzare e uccidere il bambino sempre
con probabilità pari ad 1. Non esistono altre possibilità. Come scegliere?
Una persona in carne ed ossa fa la sua scelta, dettata dal suo vissuto,
dalla sua etica, dalla sua personalità... In una parola: dal suo essere
una persona umana, diversa da qualcunque altra persona umana.
Una IA può scegliere in base a come è stata programmata, in base a
calcoli che è in grado di eseguire in quella frazione di secondo, in
base a funzioni di ottimizzazione. Tutte le IA tra loro uguali, lo
faranno allo stesso identico modo. Potrebbero ottimizzare sulla speranza
di vita della vittima (meglio che muoia la persona adulta che è nella
vettura piuttosto che un bambino) oppure rispetto a quanto pagherebbe
l'assicurazione nei due casi. Supponiamo che quando acquistiamo
l'automobile ci sottopongano una situazione di questo tipo in forma di
opzione da selezionare per istruire la IA. Cosa sceglieremmo? E cosa
sceglierebbe il nostro partner che trascorrerà molto tempo con noi in
auto? E come cambierebbe il premio della nostra assicurazione
automobilistica? E quella sanitaria?
I sistemi politico-filosofici informano, in modo diverso ma analogo,
persone umane (collettivamente e debolmente) e macchine (individualmente
e fortemente). Ma le macchine sono in mano di pochi, almeno fino ad ora.
E questi pochi adottano e promuovono sistemi capitalistici. Le persone
umane possono sempre autorganizzarsi e cambiare le cose.
D.
[1]
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