Ciao Giuseppe, grazie molte dei chiarimenti. Se mi concedi una super-sintesi, la frase chiave del tuo messaggio mi sembra essere: "mi sembra esagerata l'enfasi che si è posta in questa lista sulle proposte di questo Partito" messaggio poi ripetuto in: "ennesima finestra dedicata in questa lista alle idee del suddetto partito". Solo che questa e' una lista pubblica in cui chiunque, a partire dal sottoscritto, segnala ciò che vuole (senza necessariamente fare l'endorsement di cio' che posta, ovviamente), purche' sia pertinente al tema "internet & società". Se a te dispiacciono messaggi che riguardano il partito pirata, a mio avviso uno dei fenomeni politici internet-based e internet-related in assoluto piu' importanti di questi ultimi anni (piaccia o non piaccia il loro messaggio politico), lo capisco; anche a me non interessano certi argomenti. Ma basta che non leggi tali messaggi. O criticane aspramente il contenuto, come hai appena fatto con la perizia che ti contraddistingue. Ma di messaggi sull'argomento non puoi sperare che ne passino pochi o tanti: ne passano quanti ne passano. Tu posta pure le proposte di altri "think tank o entità politiche in grado di proporre riforme sensate e evolutive del diritto d'autore": fara' moltissimo piacere ad altri in lista, a partire da me. Io stesso, quando ne trovo, segnalo cose analoghe, dall'Hargreaves Report a moltissimi altri link (check the archive). Riguardo a proposte piu' o meno "realistiche", a parte il fatto che trovo molto limitante discutere solo di opzioni "realistiche", il mio co-direttore Marco Ricolfi ha proposto una riforma del copyright (etichettata "copyright 2.0") che richiede nientemeno che la modifica di Berna [1]: anche la sua proposta sarebbe quindi inadatta a venir discussa in questa lista? Infine riguardo a Creative Commons, l'unico collegamento che riesco a immaginare tra l'articolo TorrentFreak e le tue osservazioni e' che io, Juan Carlos, discuto di partito pirata (come di mille altre cose) pur essendo allo stesso tempo legato a CC: e allora? Basta questo a rischiare di confondere CC e PP? Non credo proprio. Se qualcuno facesse tale connessione su basi cosi' fragili, il problema Rebbeccaz suo, non mio (o nostro). Grazie delle tue osservazioni, ciao, juan carlos [1] http://nexa.polito.it/new-copyright-20-paper-marco-ricolfi On 8/10/11 1:10 PM, giuseppe mazziotti wrote:
Ciao Juan Carlos,
cerco di chiarire la mia posizione, come mi chiedi. Premetto di aver scritto l'email ieri sera senza aver letto il position paper dei Verdi, ma avendo semplicemente letto l'articolo di TorrentFreak che hai segnalato. Ho avuto modo di leggere il position paper soltanto stamattina.
1. Non ho mai detto o scritto che il Partito Pirata non possa avere e/o promuovere le sue idee sul diritto d'autore. Dico solo che mi sembra esagerata l'enfasi che si è posta in questa lista sulle proposte di questo Partito, come se fosse l'unica entità politica o "think tank" in grado di proporre riforme sensate e evolutive del diritto d'autore. A un certo punto si è pure proposto di prendere il PP a modello per la formazione di un nuovo movimento politico in Italia. Risposi in quell'occasione che l'idea non mi convinceva per nulla.
2 & 3. Nell'articolo che hai segnalato mi è parso che le posizioni dei Verdi sul diritto d'autore, che l'articolo riporta in modo parziale, siano state strumentalizzate da Christian Engstrom (PP), che ha pure detto che il Partito Pirata e i Verdi propongono le stesse riforme del diritto d'autore (a questo mi riferivo accennando alle giacche "tirate"). Non mi pare proprio: il paper dei Verdi - a differenza delle posizioni propagandistiche dei pirati - è ben articolato e si spinge a prefigurare riforme del diritto europeo dei contratti (per evitare che gli autori, gli interpreti e altre figure deboli rinuncino facilmente ai propri diritti) e del diritto europeo dei consumatori (per evitare che, con lo strumento del DRM, "le multinazionali si scrivano le regole da soli": v. §24 del position paper). Sono riforme queste cui io già accennavo in una mia monografia del 2008, e quindi non posso che guardare ad esse con interesse.
4. Personalmente, avrei preferito leggere direttamente il position paper dei Verdi, che è comunque sintetico. Trovo quantomeno curioso che TorrentFreak abbia intervistato uno del PP per commentare un'iniziativa dei Verdi. Non si poteva sentire direttamente qualcuno degli Verdi, o degli estensori del documento?
5 & 6. Il riferimento a Creative Commons non aveva nulla a che fare con l'articolo segnalato. Il mio era ed è un timore, e cioè che la retorica e la propaganda del Partito Pirata, basata su una contestazione radicale (e sul sostanziale incoraggiamento alla violazione) del diritto d'autore vigente, possa indebolire o far perdere credibilità al movimento CC, che invece prende le mosse dal diritto d'autore attuale e si muove nella più totale legalità. La mia era una considerazione conseguente alla lettura dell'articolo e all'ennesima finestra dedicata in questa lista alle idee del suddetto partito.
Infine, nel merito, a me pare che occorra distinguere, nel "pacchetto" proposto dai Verdi, le proposte con qualche possibilità di realizzazione da quelle politicamente irrealistiche, come per esempio quella sulla durata della protezione, che per andare sotto i 50 anni dalla morte dell'autore - v. Berna, art. 7 - o dalla pubblicazione o realizzazione dell'opera protetta - v. TRIPS, art. 12 - dovrebbe passare al vaglio delle convenzioni internazionali e dell'OMC. L'Europa dovrebbe farsi carico di queste proposte nella comunità internazionale per poi adottarle nel diritto europeo.. vi sembra realistico? per giunta in un momento in cui l'Europa ha esteso la durata dei diritti connessi?
Un caro saluto a tutti, Giuseppe
2011/10/8 J.C. DE MARTIN <demartin@polito.it <mailto:demartin@polito.it>>
Ciao Giuseppe,
ti confesso che diversi aspetti del tuo intervento mi lasciano perplesso.
E' sicuramente colpa del jet-lag che mi affligge, ma nel dubbio provero' comunque a elencare i punti di perplessita' in ordine di apparizione:
1. perche' il Partito Pirata - come chiunque altro - non puo' avere - e quindi promuovere - le sue idee sul diritto d'autore? O stai dicendo che non ti piace che se ne parli in questa lista? 2. perche' le posizioni dei Verdi sarebbero "sparate"? 3. Dal momento che sono anni che i Verdi si occupano di questi temi (come in precedenza di brevetti software, di sofware libero, ecc.), perche' immagini "giacche tirate"? 4. su questa lista di discute (secondo me seriamente ma non sta a me dirlo) di diritto d'autore: quindi perche' inviti a farlo? O pensi che articoli come quello da me segnalato non siano sufficientemente "seri"? Nel caso, cosa intendi allora tu per "serio"? 5. cosa c'entra Creative Commons? Ho riletto tutto l'articolo di TorrentFreak, per accertarmi che non mi fosse per caso sfuggito un accenno a CC, ma in effetti, no, non e' mai menzionato. 6. non essendo mai menzionato CC, perche' mai i due "movimenti" dovrebbero rischiare di confondersi?
Grazie mille dei chiarimenti.
Ciao,
juan carlos
On 8/10/11 12:10 AM, giuseppe mazziotti wrote:
Ciao Juan Carlos,
concordo sul fatto che sia incredibile questa forma di censura: bisognerebbe capire chi ne è il responsabile effettivo. Il P2P è una tecnologia neutra e utile e deve godere della massima attenzione. Altrettanto incredibile, però, mi sembra il fatto che si debbano prendere lezioni di diritto d'autore, per il futuro, dal Partito Pirata. Mi spiace per i Verdi, che mi sembrano tirati per la giacca nello sparare proposte poco realistiche o peggiori dei mali che si prefiggono di curare. Perché non aprire un dibattito serio sul copyright (ci sono tante persone qualificate in questa lista per farlo)? a me pare che la retorica del Partito pirata sia controproducente anche per la crescita e la reputazione del movimento di Creative Commons, con cui non ha nulla a che spartire.. Non sarebbe importante, in Europa, distinguere la posizione di Creative Commons da quella dei pirati? CC si muove nella più assoluta legalità, promuovendo un diverso approccio all'esercizio del diritto d'autore; il PP prende come modello un comportamento illegale e ha come obiettivo dichiarato quello di distruggere le industrie creative 'tradizionali' (davvero un bell'obiettivo). Io farei di tutto per evitare che i movimenti si confondano, per il bene di CC. Giuseppe
2011/10/7 J.C. DE MARTIN <demartin@polito.it <mailto:demartin@polito.it>>
Segnalo quanto segue, commentando che nel caffè di Cambridge (Boston) in cui mi trovo la pagina era inaccessibile perchè censurata dal provider in quanto relativa a P2P: incredibile e vergognoso. Un esempio concreto di a cosa potrebbe portare una più ampia censura in Rete.
juan carlos
European Greens Want to Legalize File-Sharing, Ban DRM
* Ernesto <http://torrentfreak.com/author/ernesto/> * October 7, 2011 * http://torrentfreak.com/european-greens-want-to-legalize-file-sharing-ban-dr...
The European Greens have released a landmark position paper that should guide their policies on copyright in the digital era. The overall theme is a reduction of the copyright monopoly to the benefit of consumers. Among other things the Greens want to legalize file-sharing for personal use, ban DRM entirely and restrict the copyright term to five years.
The Greens / EFA <http://en.wikipedia.org/wiki/European_Greens-European_Free_Alliance> is one of the parliamentary groups in the European Parliament. The group currently hold 57 seats, including one Pirate Party seat held by Christian Engstrom.
This week the Greens released a position paper <http://www.scribd.com/doc/67862207/Common-Position-on-Copyright-28sept11-EN> with their view on copyright in the digital era, which mimics the Pirate Party agenda. The paper goes directly against the current trend of increasing control over copyright, and calls for a society that secures the interests of the public instead of a few multi-million dollar companies.
One of the key proposals is to legalize file-sharing for personal use. “Non commercial sharing between individuals should be allowed, for instance by widening the scope of the existing private copying exception,” the Greens write.
In addition, restrictive technologies such as DRM should be banned entirely, or at least decriminalized.
“It must always be legal to circumvent DRM restrictions, and we should consider introducing a ban in the consumer rights legislation on DRM technologies that restrict legal uses of a work,” the paper reads.
“There is no point in having our parliaments introduce a balanced and reasonable copyright legislation, if at the same time we allow the big multinational corporations to write their own laws, and enforce them through technical means,” it adds.
The Greens also want to reduce the copyright term from 70 to 5 years, with an option for copyright holders to extend it to a maximum of 20 years. The Greens call the current situation “absurd” and argue that society will greatly benefit from a more reasonable copyright term.
“Today’s protection times — life plus 70 years — are absurd. No investor would even look at a business case where the time to pay-back was that long,” they write.
Overall the paper suggests a reduction in the current stranglehold on creativity and a boost for the Internet to allow it to show its full potential. According to the Greens this also means that Net Neutrality should be guaranteed, and that remixes and mashups of copyrighted works for commercial use should be allowed.
Talking to TorrentFreak, Pirate Party MEP Christian Engstrom says that the Greens proposal perfectly resembles what the Pirate Party has been fighting for in recent years.
“I think it’s great,” Engstrom says. “The paper starts off by first going through what the situation is and what the goals are from a Green perspective, and then ends up in the same proposal for copyright reform that the Pirate Party advocates. This makes perfect sense.”
“The idea of copyright reform has existed among Greens before the Pirate Party got involved, but we have helped giving the Greens a push to really put it on the agenda,” he adds.
For Engstrom and all the other Pirate Party employees in Brussels this confirms that they can make a difference, and that the support the Pirate Party got in the 2009 elections was justified.
“I was sent to Brussels by 225,000 Swedish voters who voted for the Pirate Party, with the task to spread the Pirate ideas in the parliament, so that we can one day get the majority for the ideas that we need. This is of course a very big job, but this is a first milestone. It shows that the Pirates can deliver when they get the chance,” Engstrom concludes.
The enthusiasm of the copyright reform paper isn’t limited to Brussels either. Many pirate party members and volunteers will see it as a sign that they can make a difference.
“We know that our ideas are sound for the future, says Rick Falkvinge, founder of the first Pirate Party.
“It is great to see that they are getting larger and larger support. To see one of the seven party groups in the European Parliament adopt our entire perspective as its own is a gigantic leap forward for the civil liberties of the next generation.
“Just like the Green perspective took some time to be fully understood 40 years ago, so will ours. But understanding and endorsement of the pirate perspective keeps growing, and I expect it continue doing so until it is as common sense as acting sustainably,” Falkvinge adds.
The position paper of the Greens can be called revolutionary. However, the group is only a minority in the European Parliament, so there’s a long way to go before it will become law. It’s nonetheless a clear sign that copyright reform is gaining broader acceptance.
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