No Enrico, scusa tu me :-) On Wed, 15 Jan 2025 17:54:56 +0100 Enrico Nardelli wrote:
nel mio articolo facevo proprio l'esempio di "cuore artificiale", locuzione che mi pare chiaro per chi legge l'articolo che io considero corretta, perché svolge la funzione di un cuore (infatti viene messo al suo posto) ma è fatto di una materia artificiale.
Hai ragione, evidentemente avevo letto troppo velocemente quel passaggio dell'articolo. Tuttavia il resto della mia risposta "imbizzarita" (che ti sarà sembrata anche "bizzarra" :-D) è riferita a parti che avevo letto con maggiore attenzione.
Non ho scritto che la "intelligenza artificiale/meccanica" sostituisce un'intelligenza malata
Né io intendevo attribuirti tale affermazione, e nuovamente mi scuso per se così è sembrato. Volevo invece sottolineare che se costruiamo cuori artificiali per sostituire cuori biologici funzionalmente difettosi, allora dovremmo guardare con sospetto chi dice di voler costruire "intelligenze artificiali", perché evidentemente vuole sostituire intelligenze biologiche che considera difettose.
Poi, nel mio articolo argomento abbastanza chiaramente che l'accezione del termine "intelligenza" cui sto facendo riferimento a proposito dell'IA è SOLO quella delle capacità puramente logico-razionali
Sì questo almeno l'avevo capito. :-) Ed infatti ti ho risposto che anche limitandoci alle capacità puramente logico-razionali, queste sono completamente inaccessibili ai software di cui stiamo parlando. La logica presuppone informazioni, esperienze soggettive di pensiero comunicabile, modelli mentali... chiamali come vuoi. Nessuna "intelligenza artificiale" ha modelli mentali. Può restituire in output una definizione corretta di numero, ma non ha un'esperienza mentale associata al numero, non sa cosa sia, sebbene il concetto di numero sia indipendente dalla realtà fisica (e dunque dalla necessità di un corpo).
«/Le mancano infatti molte dimensioni che danno senso al termine intelligenza usato per le persone, da quella corporea, attraverso la quale sperimentiamo e conosciamo il mondo fisico intorno a noi e che costituisce il substrato comune alle nostre interazioni con gli altri, a quella emotiva, che ci permette di stabili relazioni autentiche e profonde con i nostri simili, a quella artistica, con la quale possiamo esprimere in modo estremamente pregnante il nostro senso estetico, solo per ricordare le più importanti/.»
Non serve un corpo per contare le "r" in "strawberry". Né serve intelligenza per restituire in output il numero 3. Però serve una mente per contare. Anche se fornissimo a questi software sensori ed attuatori (ovvero una sorta di "corpo artificiale"), rimarrebbero macchine che eseguono pedissequamente un programma, completamente prive di intelligenza. Le "IA" elaborano meccanicamente dati, non informazioni. Dunque non è intelligenza, _nemmeno_ logico-razionale. A presto! Giacomo