Buongiorno karlessi, karlessi <karlessi@alekos.net> writes: [...]
2. accademici di tutto il mondo: mi spiegate con parole semplici cosa avete contro l'uso commerciale delle opere in pubblico dominio da voi arricchite e ripubblicate? Lo sapete che così le "vostre" opere non sono più libere, non sono "Free Cultural Works" [4]?
[...]
però la nota su "Free Cultural Works" non mi convince.
Non ho capito esattamente cosa non ti convince, forse il fatto che una licenza NC aggiunge una restrizione all'utilizzo dell'opera che la qualifica come "non libera"? Se è a quello che ti riferisci, guarda che *non* è un'opinione, è un fatto. La definizione di opera libera (free cultural works) è un''estensione della definizione di software libero e non esiste software libero che non si possa (liberamente) commercializzare. La mia non è un'opnione.
Free non è aperto
Non ho per nulla capito cosa vuol dire "free non è aperto" [...]
ma c'è un'aggravante. gli anglo-egemoni si permettono di definire cosa è free e cosa no. mi pare davvero fuori luogo, considerando le ambiguità del termine "free". Con un'ansia classificatoria davvero insopportabile.
Se permetti non ti seguo, neanche un po'. Che "free" sia ambiguo è una disgrazia linguistica i cui motivi mi sfuggono (etimologia, sviluppi storici...), ma "free software" e "free cultural works" sono *perfettamemte* definiti e per nulla ambigui: quattro _semplici_ criteri per definire cos'è libero. [...]
La pagina riassuntiva sponsorizzata dalla FSF riportata sopra indica che la licenza da noi scelta, una CC BY-NC-SA, non è considerata «Free culture» in quanto non consente lo sfruttamento commerciale automatico: «Questa licenza non si qualifica come libera, poiché sussistono restrizioni sul pagamento in denaro delle copie». Dal nostro punto di vista, questo significa che la licenza è più libera, non meno libera!
Voi potete avere tutti i punti di vista che volete ma è incontrovertibile che il software la cui redistribuzione (anche) a scopi commerciali è vietata non è software libero, lo stesso ragionamento vale per le "opere culturali libere", dove "libero" (aka Free in anglosassone) è definito dalla presenza di tutte e quattro le libertà, non una di meno. Per fortuna altre istituzioni, come Wikimedia Foundation, non la pensano come voi :-) [...]
Siamo orgogliosi di non essere conformi a questa definizione. Vogliamo poter inibire a persone non affini l'accumulo di profitto a partire dal nostro lavoro, ci sembra il minimo.
Se volete fare campagna contro la redistribuzione (anche) a fini commerciali del software o di altre opere dell'ingegno fate pure, avete tutto il mio rispetto ma vi invito ad avere rispetto per tutti coloro che non la pensano come voi. Per tutto il resto, se non l'aveste già fatto, vi inviterei a leggere https://freedomdefined.org/index.php/Licenses/NC ed eventualmente a scrivere una pagina analoga che confutasse i seri problemi che emergono dall'analisi della clausola NC nelle licenze CC. [...]
3. non sarebbe il caso che progetti finanziati con fondi pubblici producano opere liberamente riutilizzabili, *ovviamente* anche ai fini commerciali?
Secondo me dipende. Chi è il soggetto che ne gode? Una multinazionale dai fatturati miliardari
Io ho pubblicato alcune opere libere (CC-BY-SA) e non ho mai visto nessuno riuscire a costruirci sopra "fatturati miliardari" :-D BTW se la tua preoccupazione è quella non capisco proprio perché non pubblichi online con copyright classico (non devi neanche fare nulla, in automatico di applica il copyright) e amen. [...]
Invece i pesci piccoli (le piccole aziende ecc.) a cui forse ti riferisci stanno bene attente, sapendo che in ogni caso (almeno in Italia) se lo sguardo della Legge si posasse su di loro, difficilmente sarebbe tutto "in regola".
Se volete fare giustizia sociale utilizzando le licenze per le opere dell'ingegno secondo me vi sbagliate moltissimo e perdete il vostro tempo. Io tutto quello che vorrei è poter contribuire, con qualche granello di granu salis, al discorso pubblico attraverso testi che abbiano un impatto diversi ordini di grandezza maggiore: https://btfp.sp.unipi.it/it/2012/02/laccademia-dei-morti-viventi-parte-terza... «Se rimaniamo in una prospettiva centrata sull’autore, non si capisce perché ci si debba affaticare a cooperare, condividere e annotare.» [...]
Capisco il problema, infatti penso che le CC-NC siano il male minore e non "La" soluzione, ma non sono d'accordo sull'automatizzare il free for commercial use. Ci vorrebbe almeno una clausola di redistribuzione, ecco tutto.
Sono felice che tanto tempo fa coloro che hanno pensato alla definizione di software libero non la pensassero come te. [...] Alla fine, insomma, siamo rispettosamente in disaccordo proprio su tutto :-D Ciao, Giovanni. -- Giovanni Biscuolo