On 21/06/21 11:08, Antonio Iacono wrote:
"... cose semplici e con pochi fronzoli, concrete, solide, anche non seducenti, ma che non si rompono mai, il cui TCO (Total Cost of Ownership) è al giusto livello, e senza forti vincoli futuri."
Non posso non apprezzare l'articolo di Simone Brunozzi [1]. La frase che ho citato mi contraddistingue da sempre. Sono/siamo una minoranza? Può essere. Siamo quelli che ritengono che la tecnologia debba essere un mezzo, uno strumento, e non il fine? Può darsi. Una strada non deve essere lastricata d'oro ma in un brutto asfalto nero.
Antonio
[1] https://www.agendadigitale.eu/infrastrutture/infrastrutture-it-il-dilemma-de...
Ciao Antonio, grazie per la segnalazione dell'interessante articolo, che traccia uno scenario forse incompleto. Buono il riferimento a tecnologie concrete (Linux, BSD, Xen, Kuebernetes, PostgreSQL e Redis), anche se potrei chiedere, perché proprio Xen? Ottima tecnologia, ma certamente non l'unica possibile. Purtroppo non entra nel tema privacy, consapevolmente, motivando così: si tratta di temi che definisce giuridici e geopolitici che afferma di non conoscere. Direi che questo è il tema centrale, però. Ho infine una critica sostanziale all'articolo. Offre due soluzioni che in realtà non differiscono granché (o forse non le ho capite): 1) Usare AWS, GCP e Azure come IaaS, garantendosi sconti quantità. Il resto dello stack lo fai da te. 2) Cito testualmente: "legarsi mani e piedi a una tecnologia di una azienda specifica, sposarne la filosofia di sviluppo, e ritrovarsi in un matrimonio dal quale non si può più uscire, con rischi di vario tipo." A cosa si riferisce? A un Public Cloud? Quindi è la stessa di cui in 1)? Oppure? Roba fatta in casa in modo tradizionale (no Cloud)? Mistero. Io mi sarei immaginato in 2) qualcosa del tipo: costruirsi i propri sistemi distribuiti usando ferro di proprietà e tecnologie Open (OpenStack e Kubernetes), secondo gli standard CNCF e Open Infrastructure. La dicotomia sarebbe stata evidente. Voglio comunque concordare con te e con l'autore che le scelte non devono essere aprioristiche, ma risolvere problemi concreti in modo semplice. Cercando, magari, di aderire agli standard in modo da non rimanere con il cerino in mano. D.