On 17/12/2018 10:37, Stefano Zacchiroli wrote:
On Mon, Dec 17, 2018 at 10:19:22AM +0100, Alberto Cammozzo wrote:
Quello che non sempre è chiaro è che modello di licenza, modello di sviluppo, di distribuzione e di pricing sono ortogonali. Sono ammesse tutte le combinazioni o quasi. Puoi benissimo sviluppare free software in modalità "cattedrale" (con buona pace di Eric Raymond), per denaro e senza distribuirlo a terzi... Yep, esattamente.
In ambito accademico, che la maggior parte delle tesi di Raymond fossero baggianate è assodato da molti anni, a partire dal "A second look at The Cathedral and the Bazaar" del 1999. Non esiste un modello di sviluppo software "open source", l'ortogonalità di cui parla Alberto è ultra dimostrata, etc. Purtroppo questo non impedisce ai più di continuare a prendere il libercolo di Raymond come oro colato, 20 anni dopo :-(
Infatti! Nonstante evidenze di lunga data ben precedenti al boom F/OSS post dot-com (GNU, Linux, Mozilla, ...). Ad esempio il programma TeX di Don Knuth ha una licenza stile BSD dal 1978 (GNU è del 1983) ed è quanto di più cattedalico esista. Viene sviluppato praticamente da lui solo, qualsiasi prodotto derivato non può avere il nome "TeX", e tanto per chiarire il modello di sviluppo, il version number converge asintoticamente a Pigreco. La "community" si occupa di trovare i bug, ma dopo la morte di Knuth il version number sarà congelato a Pigreco e "ogni bug sarà una feature". Chi trova un bug viene ricompensato in base all'età del bug, inizialmente con assegni in dollari, ora in depositi presso la "Bank of San Seriffe", e dato l'enorme prestigio di Knuth è uno dei pochi casi in cui il valore del supporto è superiore al valore monetario. Quanto a Raymond, questa vignetta è a mio avviso emblematica: <https://geekz.co.uk/lovesraymond/archive/show-them-the-code> ciao, A