Carissimi, stiamo assistendo ad un interessante dibattito, con implicazioni economiche rilevanti, sulla questione della banda ultralarga. Ad innescare il dibattito e aprire prospettive industriali è stato l'obiettivo, definito a livello comunitario, di "dotare entro il 2020 di un accesso ultraveloce (100 Mbps) ad Internet il 50% della popolazione e di un accesso meno veloce (50 Mbps) il restante 50% ". A mio giudizio, quella definizione è tecnicamente sbagliata in quanto non basta dire "100 Mbps" seza specificare "per quanto tempo". Se porto una connessione da 100 Mbps ad un appartamento abitato da 2 persone, posso aggiungere 2 al numero dei cittadini che hanno accesso a 100 Mbps? Se poi in quello stesso appartamento vengono ad abitare 8 persone, posso aggiungere 8? Se una scuola da 500 allievi viene collegata a 100 Mbps posso aggiungere 500? Al limite, se nei comuni più importanti del nostro Paese - per l'equivalente di 50% della popolazione italiana - apro alcune sale ad accesso libero dotate di PC collegati a 100 Mbps, il governo italiano può affermare di aver ottemperato alla raccomandazione comunitaria? Inoltre manca la specificazione della percentuale della capacità di upload rispetto al download. Ho pensato che l'errore concettuale di quella definizione fosse presente soltanto nei documenti italiani e ho cercato in alcuni documenti comunitari una definizione più solida. Non la ho trovata neanche là. Qualcuno ne sa qualcosa? Grazie molte!!!!!!!!!!!!! Raf