La notte di capodanno non è il momento migliore per pensarci ma temo che la questione sia più complicata.
Innanzitutto è evidente la volontà di Agcom di ricomprendere YouTube nell'ambito di applicazione del regolamento (lo aveva anticipato Mannoni in un'intervista al sole 24) e in ogni caso l'art.4 del Regolamento nel far riferimento al principio della country of origin, solleva il soggetto autorizzato all'estero solo dall'obbligo della dichiarazione di inizio attività ma non dal rispetto delle disposizioni del regolamento stesso (dir autore, obbligo di rettifica, tutela dei minori ecc).
A parte questo ci sono fornitori di servizi ugc video con sede in italia e, quindi, credo che la scelta di Agcom sia non condivisibile a prescindere dalla posizione di YouTube.
Temo.ci sia stato un suggerimento targato mediaset!
Buon anno a tutti.

Guido

----- Reply message -----
Da: "Stefano Quintarelli" <stefano@quintarelli.it>
Data: ven, dic 31, 2010 18:08
Oggetto: [nexa] Repubblica: ""YouTube è come unatv" Agcom vara i nuovi obblighi"
A: <demartin@polito.it>
Cc: <nexa@server-nexa.polito.it>


Alessandro "mi pare" cicchi..

La norma prevede la validità del country of origin, ovvero Youtube è sottoposto alla norma irlandese.

A parte ciò, non mi sembra ci sia grande differenza tra una mediaset che fa film e serie tv on demand via internet, magari ricevibili da un settopbox e l'equivalente fatto da altri, o no ?

Ciao, s.

------- Messaggio originale -------
> Da: J.C. DE MARTIN <demartin@polito.it>
> A: nexa@server-nexa.polito.it
> Inviato: 31.12.'10,  16:18
>
>
>  "YouTube è come una tv"
>  Agcom vara i nuovi obblighi
>
>
>      Due delibere appena pubblicate impongono regole ai siti di video
>      generati dagli utenti. Destinate a far discutere le norme sulla
>      responsabilità editoriale, l'obbligo di rettifica e le fasce
>      protette /di ALESSANDRO LONGO/
>
> IL 2010 si conclude con un "regalo" sgradito per YouTube, DailyMotion e altri popolarissimi siti che ospitano video generati dagli utenti. Due delibere appena pubblicate dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) li equiparano a servizi radiotelevisivi, con tutte le conseguenze del caso. L'Italia è probabilmente il primo Paese occidentale a fare questo salto interpretativo, da cui derivano obblighi inediti per i siti internet. Neanche il contestatissimo decreto Romani ^1 <http://www.repubblica.it/tecnologia/2010/03/01/news/via_libera_al_decreto_romani_ma_nessun_obbligo_per_i_blog-2469666/index.html?ref=search> si era spinto a ipotizzare per i siti "ugc", fatti cioè di contenuti generati dagli utenti, incombenze come quelle disposte dall'Agcom.
>
> *LEGGI LE DELIBERE: 1 ^2 <http://download.repubblica.it/pdf/2010/delibera.pdf> / 2 ^3 <http://download.repubblica.it/pdf/2010/delibera1.pdf>*
>
> Le due delibere sono quelle su web tv e web radio, approvate il mese scorso ^4 <http://www.repubblica.it/tecnologia/2010/11/25/news/regole_web_tv_agcom-9511823/>. Ma solo adesso....
>
> [...]
>
> Continua qui: http://www.repubblica.it/tecnologia/2010/12/31/news/agcom_equipara_youtube_alle_tv-10738254/
>

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