Grazie molte di aver segnalato di nuovo l'articolo precedente
(lo scorso febbraio non ero ancora iscritta a questa lista).
Ringrazio anche il professor Nardelli per aver ricordato i lavori di Kate Crawford e Antonio Casilli
(è di quest'ultimo l'espressione "intelligenza artificiale fatta a mano", che, come i "SALAMI" di Stefano Quintarelli,
per me fa parte ormai del dizionario).
Invito sempre gli studenti a leggerli, insieme a
Antonio Aloiso, Giuseppe De Stefano, Il tuo capo è un algoritmo. Contro il lavoro disumano, Bari-Roma, Laterza, 2020
How Crowdworkers Became the Ghosts in the Digital Machine
<https://www.thenation.com/article/archive/how-crowdworkers-became-ghosts-digital-machine/>
(per parlare della sfacciataggine - e, al tempo stesso, onestà intellettuale - del chiamare "Turco meccanico" la propria piattaforma per il lavoro digitale
e di
“Before the Internet, it would be really difficult to find someone, sit them down for ten minutes and get them to work for you, and then fire them after those ten minutes. But with technology, you can actually find them, pay them the tiny amount of money, and then get rid of them when you don’t need them anymore.")
e
Alexandra Mateescu Madeleine Clare Elish, AI in context, the labor of integrating new technologies, Data & Society, 2019
<https://datasociety.net/library/ai-in-context/>
D'ora in poi, per una sintesi sulla questione, c'è anche
The Exploited Labor Behind Artificial Intelligence
<https://www.noemamag.com/the-exploited-labor-behind-artificial-intelligence/>
Demistificare una narrazione non è l'intera soluzione, ma è senz'altro un'azione concreta.