On Tuesday, 9 June 2020, Stefano Zacchiroli <zack@upsilon.cc> wrote:
On Tue, Jun 09, 2020 at 02:49:59PM +0000, Marco Fioretti wrote:
On Tue, Jun 9, 2020 at 16:29, Stefano Zacchiroli wrote:
lasciando per un attimo da parte i termini razziali della faccenda e concentrandoci su quelli di mera ingegneria del software, "blacklist/ whitelist" sono dei pessimi nomi tecnici, di molti inferiori a "blocklist/ *allowlist*"
Ottima osservazione. Detto questo, pare che blacklist con questioni razziali non c'entri niente: https://en.wikipedia.org/wiki/Blacklisting#Origins_of_the_term (https://en.wikipedia.org/wiki/Blacklisting#Origins_of_the_term)
Yep, ero al corrente. Ma come spesso accade nel linguaggio, un conto sono le origini/i primi usi di un'espressione, un altro il significato che poi essa prende nella accezione comune e nel lungo termine.
E black list e white list che accezione comune hanno negli Stati Uniti? In Europa non ho mai sentito usare questi termini in significato diverso da quello COMUNE nel gergo informatico. Probabilmente perché questi termini avevano originariamente proprio quel significato nel gergo comune europeo.
E non mi permetterei certo io di voler decidere, al posto di membri di minoranze discriminate per il colore della loro pelle, se devono sentirsi infastiditi o meno quando nel file di configurazione di un webserver devono scrivere blacklist/ whitelist.
Molti vegani che provano orrore all'idea di uccidere. Conosci movimenti vegani per la rinomina del comando kill? Personalmente considero l'omicidio di un essere umano monocellulare aberrante, ma riderei di un ateo devoto che chiedesse a Linus di rinominare la chiamata di sistema abort(). (ok... sì... Salvini potrebbe farlo in effetti... :-D) Poi conosco un paio di persone che soffrono di disturbi del sonno e che provano forte disagio nel parlarne. Rinominiamo anche sleep? Ed ora che ci penso: perché si parla di "messa a terra"! Io sono stato insultato come "terrone" per anni! Non ho diritto di offendermi con gli elettricisti, io? Ricordo, ormai quasi 20 anni fa, un manager IT di mezza età che spesso, in presenza di colleghe più giovani, rigurgitava doppi sensi sul Plug-and-Play. Un idiota (per quanto influente) che mi divertivo a sfottere con battute ingegneristiche che lui non poteva capire, ma le colleghe sì. Ripensandoci dovremmo forse rinominare anche alcune misure fisiche ed elettroniche, per evitare che un hacker possa usarle per umiliare un idiota facendolo ridere inconsapevolmente di battute sulla sua "esuberante mascolinità". E' un vero peccato che questo ripulisti del linguaggio (e del pensiero) non toccherà anche aberrazioni tecnologiche come ioctl e mmap! Eppure, come molti utenti Plan 9, io li trovo estremamente offensivi! :-D
Se posso usare altri termini, che tra l'altro sono migliori per i motivi già discussi, tanto meglio.
Già. Passare da "black" a "block" è un enorme progresso per gli americani. O forse è l'unico progresso che possono permettersi. Ma per gli altri? Il problema non è il passare da whitelist ad allowlist. Il problema è l'ipocrisia conformista americana che ci viene imposta attraverso una sorta di pressione morale, strumentalizzando gli oppressi, ed a cui noi europei ci adattiamo acriticamente. Nell'interesse delle minoranze oppresse negli Stati Uniti (cui va tutta la mia solidarietà), se i termini "white list" e "black list" fossero stati scelti scientemente con uno scopo denigratorio, discriminante, dovrebbero restare esattamente dove sono. Esattamente come Auschwitz e per la stessa ragione. Ma visto che NON lo sono, la loro rimozione sarebbe, appunto, solo un "lip service". E sarebbe l'ennesima imposizione culturale degli stati uniti sul resto del mondo, l'ennesima violenza imperialista, che strumentalizzando la sofferenza imposta al proprio popolo finirebbe per riaffermare, ancora una volta, la egemonia culturale.
(Argh, no, mi stai tirando nella discussione sul linguaggio inclusivo, giuro che non volevo! :-))
Oh... scusa! Mi è scappata! :-D Giacomo