Condivido totalmente le osservazioni di Marco e Stefano Quintarelli.
Tempo fa avevo fatto una provocazione su "quando l'acqua diventa vino".
È sufficiente dire che una cosa è processata in automatico, ovvero senza un umano che interviene, per invocare una esenzione di responsabilità?
Andando avanti, le capacità semantiche e analitiche dei sistemi saranno superiori a quelle di un umano. Chi e' responsabile se il sistema fa affermazioni apologetiche di reato ?
Se la risposta fosse "nessuno", sarebbe un grande incentivo a realizzare e polarizzare (anche non algoritmicamente, andando avanti) tale sistema.
Pensiamo a politica di regime o a informatica su mercati finanziari.
Per me la questione non è risolvibile se di entra nel merito.
Se entri nel merito e processi il payload e non solo le buste, imho, devi essere responsabile, sia che il lavoro lo faccia tu, che lo faccia un tuo dipendente, sua che lo faccia una tua macchina.
Imho
------- Original message -------
From: Fabio Forno <fabio.forno@gmail.com>
To: marcoscialdone@gmail.com
Cc: nexa@server-nexa.polito.it
Sent: 7.4.'11, 12:23
2011/4/7 marco scialdone <marcoscialdone@gmail.com>:
Ciao Fabio,
al di là delle considerazioni giuridiche, una mia curiosità personale: se
digitando Bluendo,Google suggest lo avesse abbinato automaticamente a
"fregatura" o "truffa", tu come imprenditore che opera in Rete avresti
accettato serenamente la cosa o avresti chiesto a google di rimuovere
l'abbinamento?
Ragionamento imho capzioso. La risposta è ovvia, ma ogni principio per
quanto buono può portare in determinate condizioni a conseguenze
indesiderate con cui bisogna imparare a convivere per salvaguardare il
principio stesso
--
Fabio Forno,
jabber id: ff@jabber.bluendo.com
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