Con la massima umiltà, vorrei sottolineare che la privacy informatica è materia molto complessa,
 e l'anonimizzazione o la pseudonomizzazione dei dati un problema ancora in cerca di soluzione.

Infatti le tecniche matematiche di deanonimizzazione e reidentificazione sono sempre un passo avanti.

Sul tema, consiglierei di partire da una veloce lettura della paper fondamentale, quella di Paul Ohm del 2010.

"Broken Promises of Privacy: Responding to the Surprising Failure of Anonymization".

https://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=1450006

Poi suggerisco che il tanto disprezzato deep learning, fornisce grandi possibilità di una reidentificazione completamente automatica.

Mi fermo qui con le citazioni ed i suggerimenti, ma negli atti della conferenza PET si trova la summa di queste problematiche.

Un cordiale saluto a tutti.  Marco

On mar, 2023-01-24 at 11:06 +0100, Paolo Del Romano wrote:


Il giorno mar 24 gen 2023 alle ore 11:00 Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it> ha scritto:


On Tue, 24 Jan 2023 10:26:09 +0100 Paolo Del Romano wrote:
Altrimenti Google potrebbe usare alcuni errori per identificare gli
studenti ed associargli con precisione le cose che sa e quelle che non
sa, arricchendone il profilo cognitivo-comportamentale e raddoppiando
l'efficacia delle manipolazioni applicabili con ogni nuovo bit
acquisito.


ma gli studenti sono PIPPO, PLUTO, PAPERINO, ....


e se si ritiene opportuno irrobustire l'anonimato .... ogni mese con la rotazione degli account ......a PIPPO corrisponde un alunno diverso....


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