On 02/04/2019, Enrico Nardelli <nardelli@mat.uniroma2.it> wrote:
Caro Arturo
pur essendo dalla tua parte (ed in disaccordo con Giacomo) per quanto riguarda la Psicologia [...]
Ehm... ma qualcuno sa cosa ne pensa Giacomo? :-D
Il giorno mar 2 apr 2019 alle ore 01:10 Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it> ha scritto:
Parlando di epistemologia: possiamo definire la Psicologia come Scienza senza ridefinire il concetto di Scienza?
Possiamo progettare, per ogni affermazione psicologica, un esperimento riproducibile capace di falsificarla?
Una tesi del genere non si sentiva dall'800. La Psicologia È una scienza che utilizza il metodo scientifico. La tua affermazione è capziosa.
Sapete qual'è l'unico vero super potere degli hacker? Fare domande! :-D Queste non sono tesi, sono domande. Fatte ad una mailing list multidisciplinare da un programmatore "senza background accademico", ma estremamente curioso proprio perché pienamente consapevole dei propri limiti culturali. Non voglio dire che interpretarle come tesi sia stata una lettura "capziosa" delle mie parole, ma credo che ad Arturo sia sfuggito un vasto dibattito sulla classificazione della Psicologia come Scienza avvenuto... beh... diciamo un po' dopo l'800 ;-) https://www.psychologytoday.com/us/blog/theory-knowledge/201601/the-is-psych...
In particolare trovo fuori luogo l'argomento "ad hominem" che Giacomo voglia imporre il suo punto di vista.
Il suo insistere sulle differenze tra intelligenza umana/animale/artificiale a me appare coerente col dibattito aperto negli anni più recenti da molti studiosi, che hanno osservato che per parlare appropriatamente di intelligenza (nel senso che noi genere umano diamo a questo termine) non si può prescindere dagli organi di senso e dal "substrato" in cui questa intelligenza è inserita: il più famoso di questi forse è Thomas Nagel.
Argomentare che siccome Giacomo è un hacker non può sostenere una posizione che non è proprio ortodossa mi sembra (oltre che insultante per il mondo degli hacker) poco scientifico, visto che con l'ortodossia saremmo rimasti all' "ipse dixit"
Ti ringrazio Enrico, ma francamente mi fa piacere che Arturo abbia espresso chiaramente e con franchezza la sua opinione sul mio contributo a questa mailing list. Mi offre l'occasione per scusarmi sinceramente con tutti coloro che condividono tale opinione e a cui ho fatto "perdere tempo" costringendoli con la forza delle mie argomentazioni alla lettura dei miei contributi. Davvero, non aspettatevi molto... sono solo un programmatore. ;-) Giacomo