On 09/11/22 12:02, 380° wrote:
É vero che "i social" usano ogni mezzo per creare "dipendenza da attenzione" e per ottenerla martellano proponendo contenuti /alienanti/, ma davvero basta togliere di mezzo o correggere d'autorità "X social" per eliminare la dipendenza?
Intervengo solo per sottolineare che nel saggio di Kant, come nota 380°, ci sono degli esempi di media (il libro che pensa per me) e di istituzioni sociali (la religione) che mantengono le persone in stato di minorità. Però Kant non dice che i libri e le religioni vanno vietati - anzi, argomenta a favore della libertà dell'uso pubblico della ragione (e quindi della libertà di stampa) e della libertà di religione. Perché sono proprio queste libertà che costituiscono uno spazio di discussione nel quale, esposti a molteplici argomenti, ciascuno di noi può emanciparsi. Ove emanciparsi non significa diventare analfabeti o atei, bruciare i libri e proibire i culti, ma imparare a pensare da sé. Per costruire un argomento kantiano contro TikTok si dovrebbe dire che è un'azienda la quale assoggetta gli utenti alle sue regole e che ha una posizione tale da controllare tutte le interazioni sociali, in modo che l'*intero* spazio dell'uso della ragione non sia più pubblico ma *privato* (cioè, nel linguaggio di Kant, soggetto a regole aziendali alle quali chi è parte dell'organizzazione deve ubbidienza). Ma questo argomento non è un argomento pro-censura: è un argomento anti-monopolio se portato sul piano economico e anti-assolutista se portato sul piano politico (vorrei dire: anti-totalitario, ma sarebbe anacronistico). La censura, di per sé, non aiuta a uscire di minorità: crea, semplicemente, nuovi tutori. A presto, MCP