On Fri, 4 Jan 2019 at 12:09, Arturo Di Corinto <arturo.dicorinto@uniroma1.it> wrote:
Lo sappiamo tutti, credo, ma grazie per il post.
Onestamente io avevo visto la call in lista (se ricordo bene), ma i risultati no.
Ma visto che ne parli ti dico che non riconosco alle persone scelte sia nel gruppo IA che nel gruppo Blockchain di essere il meglio che l'Italia possa offrire.
Non posso valutare la competenza di persone che non conosco, ma se hai riferimenti del "meglio che l'Italia possa offrire" nell'intelligenza artificiale, ci scambio volentieri due parole. Quanto alla blockchain, la competenza è inversamente proporzionale al valore assoluto delle posizioni aperte... ;-)
D'altra parte si tratta di consulenze gratuite che non so come verranno ricompensate.
Non c'è proprio la possibilità che qualcuno operi gratuitamente? Per Amare? Non li conosco, personalmente non posso né escludere né confermare tale possibilità. Comunque immagino che: - se faranno un buon lavoro, ne potrebbero ricavare un meritato ritorno di immagine professionale positivo. - se faranno un pessimo lavoro, ne potrebbero ricavare ottimi contatti commerciali.
non ci sono neuroscienziati
Beh, questo mi sembra veramente un motivo di speranza! Un neuroscenziato può contribuire ad uno studio sull'intelligenza artificiale quanto un cardiologo può contribuire ad un convegno di idraulica: anche quando si parla di idraulica sanitaria, rimane un pesce fuor d'acqua! :-D
l'impact factor più alto è di un componente pari a 25.
Mah... Io spero ancora che la gente inizi a leggere Dijkstra... prima di citarlo! ;-)
D'altra parte il singolo esperto di intelligenza artificiale oggi sul mercato costa mezzo milione di dollari.
Non so bene cosa centri questo... è l'efficienza del mercato: quanto costa un esperto di tiro al pallone? Almeno quelli fanno goal. Qua stiamo ancora a parlare di "training", "apprendimento", "decisioni", etc...
Aggiungo che nel maxiemendamento ci sono solo 30 milioni di euro per il settore che, divisi per 4 milioni di aziende è una cifra che fa ridere rispetto agli investimenti degli altri paesi.
Perché dare soldi alle aziende conta come investimento in ricerca e sviluppo? E se li dessimo invece a 10 equipe di ricercatori unversitari per sviluppare, che so, reti neurali debuggabili?
ci sono [...] solo 2 che hanno scritto codice nella vita,
Su questo sono assolutamente d'accordo, è un problema serio e gravissimo: la competenza in materia è spesso un fardello inaccettabile se hai fretta di "prendere un treno". Basta guardare il numero di medici, di infermieri, di informatici, di muratori, di architetti e di contadini in parlamento che abbiano svolto tale mestiere come attività principale negli ultimi 10 anni. Tuttavia non credo che questo problema si possa risolvere senza investire seriamente in educazione storica e informatica per una trentina di anni. Giacomo