Michele, pur conoscendo e apprezzando la tua storia, ciò che hai scritto nella mail cui ho risposto è gravissimo: "le normative nazionali dovranno, a mio modestissimo parere, piegarsi." Quale che sia la tua storia, quel "dovranno" rivela una resa. Che sia consapevole o meno, sempre resa rimane. Le mie parole sono state dure nella speranza di riscuoterti. La posta in gioco è altissima. Aspettare che una popolazione manipolata 24 ore al giorno, 7 giorni su 7 possa comprendere il problema in tempi utili è arrendersi. Chiediti cosa puoi intanto fare tu, nella PA in cui lavori, per dare una speranza di libertà ai tuoi figli. Fai reclamo al Garante come interessato, causa alla PA come dipendente per violazione dello Statuto dei Lavoratori, organizza scioperi bianchi etc... etc... Fai TUTTO CIÒ CHE PUOI per rendere evidenti queste catene e distruggerle. Oppure accetta la tua resa e inizia a pensare una scusa convincente per ciò che non avrai fatto quando i tuoi figli te ne chiederanno conto. La Legge non si deve piegare al potere. Quando lo fa, elimina ogni speranza di Giustizia. E con essa, ogni possibilità di confronto politico civile e nonviolento. Giacomo Il 21 Maggio 2023 18:25:05 UTC, Michele Pinassi <michele.pinassi@unisi.it> ha scritto:
Mi sorprende, Giacomo, che tu possa imputarmi certe posizioni, soprattutto conoscendo la mia storia sia personale che professionale.
In ogni caso, temo che non sia passato il messaggio che intendevo inviare, ovvero che quando questi soggetti privati diventano economicamente troppo grandi ("too big to..."), purtroppo la politica tende a piegarsi alle loro esigenze e non viceversa.
Questo non significa né che lo debba accettare né, tantomeno, che lo condivida.
La coraggiosa emanazione del GDPR da parte dell'Unione Europea si è scontrata con gli interessi dei GAFAM più volte ma la sensazione, quantomeno quella mia squisitamente personale, è che a nessuna delle parti in causa interessa arrivare a decisioni drastiche, che impatterebbero in modo enorme sulla società.
Del resto, l'esperienza di MonitoraPA mi pare che lo stia dimostrando. O sbaglio?
A questo punto sta a noi cittadini fare pressione politica per invertire la tendenza. Se un manipolo di coraggiosi può innescare la scintilla, temo serva però la consapevolezza di almeno un decina di punti percentuale della popolazione per ricevere l'attenzione della classe politica. Un po' come sta avvenendo per l'attacco ransomware della ASL 1 Aquila, dove per la prima volta in Italia i cittadini si stanno rendendo conto del problema e si sono attivati, politicamente e legalmente, a tutela dei loro diritti.
Penso che la direzione sia quella giusta, ma la strada è ancora terribilmente accidentata e impervia.
MP
Il 21/05/23 10:48, Giacomo Tesio ha scritto:
Il 21 Maggio 2023 06:47:18 UTC, Michele Pinassi via nexa <nexa@server-nexa.polito.it> ha scritto:
ChatGPT e l'AI arrivano in un contesto già profondamente polarizzato da questi grandi attori (GAFAM) ed è quindi praticamente inevitabile che possa esserci una concentrazione di queste tecnologie nelle mani di pochi.
A cui, obtorto collo o no, le normative nazionali dovranno, a mio modestissimo parere, piegarsi. Quindi Michele, a tuo modesto parere, dobbiamo piegarci e rinunciare alla democrazia.
Immagino che tu l'abbia già fatto, giusto? Come sanno bene i tuoi burattinai, c'è un solo modo per vincere una guerra: convincere gli avversari di aver perso, che non valga più la pena continuare a lottare.
Io resisto.
Non posso fare diversamente, perché ho figlie che vivranno nel mondo che state costruendo.
Giacomo
PS: le alternative esistono e di fronte a chi sostiene il contrario mi chiedo sempre se sia incompetente o colluso https://fuss.bz.it/post/2023-03-28_incontro-dirigenti-emilia-romagna/
Ma quandanche non esistessero alternative democratiche, si potrebbero costruire. E nel frattempo FARNE A MENO.
Come si è fatto fino a solo 3 anni fa.