Visto che è un professionista del ramo mi potrebbe elencare qualche buon motivo per cui l'ingegno protetto dal diritto d'autore deve essere tutelato maggiormente di quello coperto dai brevetti?

Comunque prendo atto che in questa lista la cosa non ha trovato molto entusiasmo, però -a partire da quanto ho finora proposto- con Athos sono in questo periodo riuscito a concordare una più consistente bozza di programma condiviso e che attualmente è alla consultazione delle nostre rispettive organizzazioni. Finita questa fase sarà nostra cura contattare il Presidente di Agorà Digitale per una loro valutazione, ovviamente potranno chiedere di inserire altri argomenti che speriamo possano essere recepiti dalle nostre organizzazioni. Il seguito, se ci sarà, sarà frutto di cose concordate tra questi tre soggetti.

Mi spiace che non ci sia stata una disponibilità di Cortiana che avrebbe potuto essere il candidato premier di questa lista, pazienza se ci sarà Agorà Digitale  lo chiederemo a Cappato.

Buon fine settimana a tutti :)

LDL

Il giorno 29 settembre 2011 17:40, Venturello Marco <marco.venturello@sleuresis.it> ha scritto:

Le dico francamente che non ho un’opinione definita in merito ad una riforma radicale del diritto d’autore. Da quando me ne occupo professionalemnte (15-20 anni) ho riscontrato una tendenza ad una protezione ipertrofica, per cui ritengo che le voci critiche siano salutari per portare ad una posizione di maggiore equilibrio tra i diversi interessi in gioco.  


Da: nexa-bounces@server-nexa.polito.it [mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] Per conto di Luigi Di Liberto
Inviato: mercoledì 28 settembre 2011 20.40
A: nexa@server-nexa.polito.it
Oggetto: Re: [nexa] R: Rif: Re: Rif: Preparare una lista per leprossimeelezioni?

 

A parte il non apprezzamento al riferimento della dizione Pirata, peraltro non scelta ma decisa dai signori del copyright (sperando con questo termine di classificare le persone che violano il loro monopolio in quelli che neppure hanno diritto alla difesa e da giudicare e condanare in modo sommario), e la preoccupazione sulla frammentazione politica, Lei condivide una riforma radicale del diritto d'autore nei termini in cui l'ho, seppur in sintesi, prospettata?

Il giorno 28 settembre 2011 17:43, Venturello Marco <marco.venturello@sleuresis.it> ha scritto:

Buonasera a tutti,

sono nella stessa posizione di Margot Bezzi (che tra l’altro non conosco), nel senso che fino ad ora non ho mai scritto, ma seguo con grande interesse i dibattiti.

Condivido in pieno quanto scritto da Margot in merito all’opportunità di preparare una lista per le prossime elezioni, in particolare con riferimento alla frammentazione ed al nome.

Saluti,

Marco

 


Da: nexa-bounces@server-nexa.polito.it [mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] Per conto di Margot.BEZZI@ec.europa.eu
Inviato: mercoledì 28 settembre 2011 17.31
A: a.dicorinto@uniroma1.it

Oggetto: Re: [nexa] Rif: Re: Rif: Preparare una lista per le prossimeelezioni?

 

Salve a tutti,

Forse qualcuno tra voi ricorderà il mio nome da altri contesti, anche se in questa lista fin ora non ho mai scritto; vi seguo comunque da circa due anni con grande interesse.

Sulla questione del partito volevo condividere alcune impressioni a caldo - sicuramente parziali e che non vogliono essere definitive.

Ora, capisco la voglia, in questo momento, di imporre il tema e dargli visibilità, ma non posso pensare che si possa uscire da un'impasse - per non dire da una crisi - perpetuando certi fattori di debolezza: alias, una delle grande debolezze dell'Italia è sempre stata una grande, tradizionale frammentazione, su tutto (politica in primis ma anche testate giornalistiche, NGOs e associazionismo). Perché creare un altro partito e in più monotematico? Non credo sia una risposta risolutiva ed efficace. Sicuramente potrà contribuire a diffondere consapevolezza in materia, a fare conoscere certe tematiche, ma non a influire sull'agenda politica.

Inoltre, il solo fatto di presentarsi come partito a parte rischia di rafforzare l'idea che tali temi non solo sono ultraspecifici, ma anche dissolubili da altri fattori di criticità sociale come la questione economica/del mercato del lavoro, energetica e ambientale. Infine, forse a causa del nome, viene trasmesso un certo carattere provocatorio che non aiuterebbe secondo me a convogliare il messaggio in maniera né efficace né capillare.

Siamo in un momento storico di sconvolgimenti a livello "macro"; il fattore "digitale" e "ICT" è trasversale e sempre più costitutivo del tessuto di base di qualsiasi settore sociale, e in quanto tale deve essere affrontato e integrato. E allora, se è vero quello che dice Arturo che in passato alcuni nomi sono stati esclusi dai meccanismi politici "anche per un'incapacità di questi singoli e dei loro sostenitori di generalizzare queste tematiche alla società dando l'idea che fossero specialistiche.", perché non ripartire da qui e lavorare su questa debolezza? Non si tratta più che altro di strategie di comunicazione? O meglio, spiegazione.

Ho sentito più volte nominare in lista l'agenda digitale della Commissione. Ecco, secondo me è un bell'esercizio di spiegazione delle complesse declinazioni dell'ICT. Non si tratta di trasmettere prima di tutto questo messaggio, la complessità, la trasversalità? Ciò aiuterebbe forse anche a dissociare certi temi da un colore politico, aiutando certe parti più conservatrici ad avvicinarsi alla complessità del momento storico…e quindi ad affrontare certi temi (penso in particolare a tutto cio' che concerne diritto d'autore e copyright) con strumenti nuovi e adeguati.

Forse mi sbaglio, forse c'è bisogno prima di un'entità più piccola che porti certe questioni alla ribalta, per poter poi essere assorbite e convogliate da canali più grandi...

Saluti a tutti,

Margot


From: nexa-bounces@server-nexa.polito.it [mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] On Behalf Of a.dicorinto@uniroma1.it
Sent: Wednesday, September 28, 2011 12:46 PM
To: luigi.diliberto@gmail.com
Cc: nexa@server-nexa.polito.it
Subject: [nexa] Rif: Re: Rif: Preparare una lista per le prossime elezioni?

Le cose dette da Annalisa e Giuseppe sono di assoluta sensatezza, apparentemente.
Purtroppo, gli ultimi dieci anni ci hanno insegnato che la presenza di singoli rappresentanti, preparati e decisi sui nsotri temi, raramente ha avuto un effetto di trascinamento nei partiti come nelle istituzioni ed essi stessi sono stati "espulsi" dal meccanismo politico, anche in virtù e a cagione di quell'interesse, o perché ritenuto superfluo per la politica o perché disturbante per i poteri in campo. I nomi? Fiorello Cortiana, Pietro Folena, Beatrice Magnolfi, Luigi Nicolais. Ma anche per un'incapacità di questi singoli e dei loro sostenitori di generalizzare queste tematiche alla società dando l'idea che fossero specialistiche. E questo vale per coloro i quali si sono presentati alle ultime elezioni come la Capelli, Cocuroccia, Bottoni, Gualazzi, Rodano et altri.
Memoria, amici, memoria. E analisi.
Baci

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“The Net interprets censorship as damage and routes around it.”
– John Gilmore

-----nexa-bounces@server-nexa.polito.it ha scritto: -----

Per: nexa@server-nexa.polito.it
Da: Luigi Di Liberto
Inviato da: nexa-bounces@server-nexa.polito.it
Data: 23/09/2011 09.28PM
Oggetto: Re: [nexa] Rif: Preparare una lista per le prossime elezioni?

Io invece sono pienamente d'accordo con quanto ci disse Marco Cappato alla Festa dei Pirati 2010, il motivo lo possiamo vedere qui:

http://camere2punto0.wordpress.com/about/

Come potrai vedere tra pochi giorni sarà la bellezza di un anno che non ci sono nuovi articoli, quasi come se in questi 12 mesi non ci sia stato nulla di preoccupante o se la questione AGCom non fosse una cosa sulla quale riunirsi, scrivere, prendere posizioni e fare iniziative. Di più voglio dire che a suo tempo Vita chiese a Paolo, il portavoce di ScambioEtico che ho aggiunto a questa lista mail, di preparare una relazione sulla questione ACTA per una riunione di questo intergruppo, ma il giorno precedente all'evento gli scrisse che era stata annullata e quanto meno rinviata perché nessuno gli aveva risposto alla convoncazione, ma non ha mai più avuto notizie; i casi sono due 1) Sanno cosa è ACTA e ne sono daccordo 2) Non sanno cas'è e se ne fottono. In sintesi, se questo è l'ambiente politico avanzato sule tematiche che ci interessano vuol dire che è indispensabile costituire una forza politica autonoma che a livello istituzionale ponga con vigore queste tematiche.

Secondo me dobbiamo predisporre un "programma" che metta al primo posto la questione del copyright vs i filesharers come fa il partito pirata attaccando brutalmente tutto l'impianto attuale del diritto d'autore che deve essere ridotto quanto meno alla durata temporale dei brevetti e solo per gli scopi commerciali. Per esempio una cosa fattibile e quella che l'Italia si faccia promotrice della revisione della convenzione di Berna chiedendo di uscirne. Ovvio che dobbiamo mettere come cardini anche le altre questioni che sono pregnanti negli obbiettivi della federazione internazionale del Partito Pirata, la riforma dei brevetti, il diritto alla navigazione anonima e alla privacy ed aggiungere, come ho già detto, qualcosa di appetitoso, per esempio, secondo me, anche l'abolizione del canone RAI e del tetto della pubblicità per la RAI (in questo modo raccoglie più soldi di pubblicita e non tassa i cittadini) sarebbe una cosa interessante che raccoglierebbe molto consenso, ma sarei addirittura per imporre l'abolizione del possesso di tre canali nazionali ad uno stesso soggetto, compresa la RAI.

Comunque è presto per parlare di questa cose sta a vedere se ci troviamo intanto d'accordo per mettere come centrali le istanze della federazione internazionale del PP non facendosi scrupolo di difendere a spada tratta quelli che oggi sono tacciati di essere i criminali che rubano il pane agli autori, sostenendo che il filesharing è una disobbedienza civile degna del massimo rispetto.

LDL

Il giorno 23 settembre 2011 15:06, Annalisa Chirico <chiricoannalisa@gmail.com> ha scritto:

Condivido l'analisi di Mazziotti. Secondo me, la causa della Rete avrà tante più chance di successo quanto più sarà capace di essere transpartitica e transnazionale. I recinti partitici hanno fatto il loro tempo. Da loro bisogna cogliere il meglio e l'utile, senza farsi fagocitare. Il confine è labile, la sfida ambiziosa. Ma le persone che animano anche questa mailing list sono, a mio avviso, in grado di coglierla.

 

Annalisa

Il giorno 23 settembre 2011 14:56, giuseppe mazziotti <giuseppe.mazziotti@gmail.com> ha scritto:

 

Caro Arturo,

 

sono perfettamente d'accordo con te sul fatto che occorra iniziare quanto prima un confronto serrato tra le realtà interessate per portare finalmente il dibattito sull'innovazione tecnologica e sull'agenda digitale nelle sedi istituzionali competenti. Prima di fondare un partito ad hoc, però, mi chiederei quante e quali formazioni politiche italiane attualmente "in campo", e dotate di una certa rappresentatività, siano disposte ad aprire una piattaforma di discussione su temi politicamente e economicamente ormai ineludibili. Inoltre, non credo che tutte le personalità di grande spessore che hai citato possano riconoscersi facilmente nell'impostazione e nel marketing politico del Partito Pirata, che anche nei Paesi in cui ha avuto un successo clamoroso è rimasto un partito di nicchia, senza la capacità di influenzare davvero i processi decisionali degli organi democratici. Tra l'altro, in un Paese come l'Italia, caratterizzato da una frammentazione politica ridicola, c'è davvero bisogno di un'altra piccola formazione, per giunta con un approccio monotematico? Come si comportebbe una formazione simile ogni qual volta c'è da prendere posizione su temi non direttamente afferenti all'innovazione digitale o a Internet? Quale sarebbe il suo collante politico, nella presumibile diversità delle posizioni interne?

 

A me pare che occorra fare pressione, in tutti i modi possibili, soprattutto attraverso i media, sull'opinione pubblica e sulle formazioni politiche esistenti, affinché le personalità che hai citato, e anche persone più giovani, possano riconoscersi ognuno nella propria formazione e/o area politica, e all'interno di quella area o formazione spingere con la propria autorevolezza sui temi che ci sono cari. L'esperienze di gruppi fortemente motivati, e legati alla rete, come il Partito Pirata o il movimento di Grillo sono politicamente molto utili, ma non hanno il potenziale di incidere nella realtà istituzionale delle cose.

 

Saluti a tutti, G. 

 

Il giorno 22 settembre 2011 22:56, <a.dicorinto@uniroma1.it> ha scritto:

Hola--
In effetti a più riprese ci siamo interrogati sul tema, esplicitando due opzioni:
a) popolare le liste elettorali dei partiti tradizionali con persone che si sono sempre contraddistinte nel campo dell'innovazione tecnologia e dell'uso sociale della rete, insieme alla difesa dei diritti digitali;
b) creare un partito indipendente che possa portare i temi a noi cari, la libertà d'espressione, il diritto alla rete, la cooperazione competitiva, l'etica hacker, nei parlamenti locali e nazionali.
In entrambe i casi le persone, le "teste" per farlo ci sono: Rodotà, Cortiana, Folena, Formenti, Ricolfi, De Martin, Scorza, Gilioli, Bottoni, De Petra, Brini, Di Liberto, Gualazzi, Di Frenna, Mascia, Calvo, Marzano, Capelli, eccetera, tanto per citarne alcuni, ma ancora di più mi convincerebbe un rassemblement e un programma comune redatto e condiviso dalle reltà/comunità che "praticano" queste tematiche da tempo, per dare corpo e gambe a questa prospettiva. Penso al "giro" di Nexa, di Wikimedia, di Scambio Etico, di Frontiere Digitali, eccetera eccetera...
Ecco io penso che bisognerebbe partire da qui: un confronto serrato tra le realtà interessate a cambiare le cose in una prospettiva istituzionale, parlamentare, mettendo insieme tutto quello che già esiste. I candidati sarebbero scelti in un secondo momento.

PS; certo dal punto di vista del marketing politico la bandiera del Partito Pirata potrebbe anche funzionare.

A proposito, vi segnalo questa cosa che ho scritto sui nostri pirati:
http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/09/21/news/pirati_italiani-21966718/

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“The Net interprets censorship as damage and routes around it.”
– John Gilmore

-----nexa-bounces@server-nexa.polito.it ha scritto: -----

Per: "nexa@server-nexa.polito.it" <nexa@server-nexa.polito.it>
Da: Luigi Di Liberto
Inviato da: nexa-bounces@server-nexa.polito.it
Data: 22/09/2011 12.43PM
Oggetto: [nexa] Preparare una lista per le prossime elezioni?



Ne sono certo, come probabilmente anche IdV, ma ricordo bene come sia stato proprio Cappato che alla Festa dei Pirati del 2010 a dire come sia necessario smettere di delegare le nostre istanze ai politici e scendere direttamente in campo.

Sarebbe comunque interessante sentire Cortiana cosa ne pensa e se avesse voglia di mettersi alla testa di questa avventura. Per quanto mi riguarda anche Cappato avrebbe le caratteristiche adatte per fare il leader di questo soggetto politico ma ho la sensazione che sarà una delle punte di diamante che i Radicali metteranno in campo alle prossime elezioni, specialmente se non rinnoveranno l'accordo con il PD.

LDL

Il giorno 22 settembre 2011 00:26, <andrea.mazzaro@libero.it> ha scritto:

l'idea e i contenuti sono interessanti: credo che in ogni caso i Radicali sosterrebbero le istanze proposte.

AM

Sent from Libero Mobile
________________________________

Il 21/09/2011, athos gualazzi <athosgualazzi@gmail.com> ha scritto:


Il 21 settembre 2011 15:04, Luigi Di Liberto
<luigi.diliberto@gmail.com> ha scritto:

> Buon giorno a tutti,
>
> so che è una cosa piuttosto difficile per via del gran numero di firme a
> sostegno necessarie ma se ci prepariamo per tempo è una impresa anche
> possibile, mi pare che ci siano 6 mesi di tempo per raccoglierle ed in caso
> di elezioni anticipate in cui i 6 mesi non ci sono potrebbe essere possibile
> fare dei ricorsi alla Corte di Giustizia Europea per lesione dei diritti
> fondamentali ed indurre in questo modo il parlamento italiano a modificare
> all'ultimo momento questo assurdo meccanismo sul quale si basa la
> presentazione delle liste che nei fatti impedisce a nuove formazioni
> politiche di riuscire a presentare liste elettorali.
>
> Mi pare che a fronte del clamoroso fallimento dell'intergruppo 2.0 sia
> indispensabile ormai la presenza nel parlamento italiano di una formazione
> politica che faccia della difesa dei diritti telematici la bandiera e
> frontiera contro strabordante invadenza del copyright. Insomma un soggetto
> politico italiano che faccia propria con grande forza e determinazione la
> piattaforma internazionale del Partito Pirata. Non è che mi appassioni molto
> la definizione di Pirata ma è ormai un "marchio di fabbrica" che potrebbe
> garantire una visibilità superiore a qualsiasi altra denominazione (sempre
> che l'associazione italiana Partito-Pirata non abbia in preventivo una
> propria discesa in campo autonoma, spero che non voglia ripetere l'errore di
> avere qualche candidato "annegato" nel senso di neppure capolista, nelle
> liste di SEL), ma eventualmente si potrebbe anche usare altro nuovo marchio.
> Mi sembra assurdo che persone come Cortiana non abbiano ad essere
> rappresentanti in parlamento del Movimento della Rete, anzi auspico
> vivamente che voglia essere il Leader di questa formazione, ma sarebbe molto
> bello riuscire a portare in parlamento un gruppo di persone che si sono in
> questi anni attivati sui temi che in questa lista si discute.
>
> Credo che al programma classico del Partito Pirata si potrebbe aggiungere
> l'impegno per una riforma costituzionale della democrazia diretta a
> cominciare dall'abolizione del quorum sui referendum e l'inserimento dei
> referendum consultivi o in alternativa proposte di legge di iniziativa
> popolare con lo stesso numero di firme per i referendum (che potrebbero
> anche essere aumentate se viene abolito l'obbligo della autenticazione, che
> comunque andrebbe lo stesso abolito sul criterio che tre cittadini siano
> equiparati al Pubblico Ufficiale) ma che entro sei mesi debbano essere
> discusse e votate (senza passare dalle commissioni) dalle camere congiunte
> in seduta unificata e con votazione palese di cui debbano essere resi
> pubblici i voti dei parlamentari, come succede al parlamento europeo.
>
> Potremmo anche aggiungere l'abolizione del finanziamento pubblico ai
> partiti, anche se ora ha altro nome, e quello agli organi di informazione
> dei partiti stessi, alcune cose che tagliano i privilegi della casta
> politica come i vitalizi in modo retroattivo e l'abolizione delle provincie
> comprese le prefetture sempre se su questi punti si trova una convergenza
> unitaria. ed aggiungerne qualche altro che non abbia tendenze di politiche
> sinistrose o destroidi. Per tutto quello che non parte del programma ogni
> eventuale eletto ha totale libertà nella presa di posizioni e di voto.
>
> Bon, io l'ho buttata li, come dice spesso una persona che stimo, "prova a
> lanciare un oggetto in acqua, se galleggia e qualcuno ci sale disposto a
> remare nel tempo può diventare un veliero".
>
> Da parte mia sono disposto a remare ma non sono disponibile a candidature
> elettorali.
>
> LDL
>

> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa@server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
>
in effetti da più parti ci chiedono di emulare i tedeschi, il problema
è principalmente finanziario senza sottacere la poca simpatia e
seguito che abbiamo fra i giovani che dovrebbero essere i principali
animatori del partito, manca la volontà di mettere in campo iniziative
che suscitino attenzione e simpatia come del resto hanno fatto i
tedeschi (i.e. in mutande al check-in quando sono stati istallati i
inuovi scanner ......) mancano anche esperti dell'ambiente "politico",
sicuramente Fiorello potrebbe esserne uno, in grado d'impedirci
d'impantanarci prima ancora di veleggiare, persone del settore
informatico che godano di stima diffusa, Bottoni potrebbe essere uno
se sollecitato anche da altri (è sempre disponibile per l'associazione
ma molto meno per ripetere una campagna elettorale anche direttamente
sotto l'egida del Partito ...... insomma noi lo faremmo anche ma manca
la disponibilità di alcuni fattori che riteniamo fondamentali  ......
se i partecipanti, oltre a Luigi, di questa lista vedessero di buon
occhio un'iniziativa di questo genere sarebbe già buona cosa insomma
....... il thread è aperto
grazie se decideste di farci conoscere cosa ne pensate.
saluti
athos


--
Athos Gualazzi
presidente Associazione Partito Pirata
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Luigi Di Liberto (Coordinatore Movimento ScambioEtico)
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