Interessante. Personalmente non ho mai partecipato ad un hackaton.
Da giovane partecipai invece ad un hackmeeting nazionale di 2 giorni, in un centro sociale di Bologna.
Gli organizzatori avevano avuto la brillante idea di organizzarlo in concomitanza di luogo e tempo con un raduno femminista.
Ricordo ottime relazioni sulla GPL, su FreeNet e sulle reti neurali... ma anche le femministe che giravano tutto il giorno in bikini (giuro! :-D) non erano malaccio!
Ricordo anche un enorme salone con decine di computer in rete dove diversi gruppi di ragazzi sperimentavano FreeNet e codavano insieme.
Molti dormivano letteralmente sotto il tavolo. Il disordine regnava sovrano. E' stata sicuramente una esperienza molto divertente.
Ma dubito che una riga del codice scritto in quella occasione abbia mai visto la produzione... :-)
Tuttavia non avendo mai partecipato ad un hackaton, non posso esprimermi con cognizione di causa.
Nella mia esperienza, lavorare così tante ore è incompatibile con qualsiasi forma di creatività, retribuita o meno.
Dunque c'è probabilmente poco di "hacker" quel contesto. Ma che ci vuoi fare, è marketing: fa figo e non impegna.
D'altro canto programmare software libero aggratis e di notte è un'esperienza piuttosto comune per chi lavora a progetti non mainstream.
Magari, siamo solo troppo vecchi. I sociologi poi sono vecchi per definizione. Quelli che... non li fanno più gli hackmeeting di una volta! :-D
Giacomo