Un uomo di chiesa, che si dice sia anche esperto di informatica (ma io su Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Paolo_Benanti non ho trovato traccia dei suoi studi nel settore), e quindi dovrebbe conoscere il risultato di Turing sul problema della terminazione dei programmi informatici ( https://it.wikipedia.org/wiki/Problema_della_terminazione), ritiene che il comportamento dell'Uomo, un'entità infinitamente più complessa di qualunque programma informatico, possa essere computato?
A parte il giusto richiamo ai risultati limitativi della logica novecentesca (primo tra i quali il teorema di indefinibilità di Tarski), io nel pensiero di mettere la legge morale nel silicio ci vedo pure un po' di satanismo :-) Forse l'operazione in atto è quella di costituire un ceto sacerdotale deputato a (e pagato per) esercitare una pseudo-vigilanza su quello che le macchine vanno generando, mentre basterebbe con ogni probabilità applicarvi le leggi ordinarie. Nella migliore delle ipotesi, si tratterebbe di redistribuire una parte dei profitti tecnologici (ma a favore dei ben nati), nella peggiore di portare acqua ai monopolisti, che sono nella migliore posizione per (fingere di) farsi garanti di questa 'etica automatica' (le lobbies sono già al lavoro). Molta 'classe dirigente' preferisce avere a che fare con poteri costituiti ed è prontissima a credere a cose scientificamente assurde perché, se ci si fanno i soldi, qualcosa di vero deve esserci. Chi dovrebbe fare coscienza critica (che so, i giornalisti) sonnecchia o si accoda. E no, non credo che la programmazione di massa serva a qualcosa, qui si tratta di giudicare le politiche e i loro risultati a livello economico e sociale. Non serve saper scindere atomi di uranio per decidere se essere pro o contro il nucleare. G. On Mon, 26 Aug 2024 at 12:24, Enrico Nardelli <nardelli@mat.uniroma2.it> wrote:
Concordo al mille per cento con Paolo (Atzeni).
Purtroppo, è triste (ma comprensibile, perché obbediscono ad altre logiche) vedere che dopo più di 10 anni i "grandi giornali" continuano a parlare di "imparare la lingua delle macchine" e danno voce a personaggi che "qualcuno" ha deciso che sono autorevoli.
Questo è quel Benanti che aveva scritto ( https://accademiadellacrusca.it/it/parole-nuove/algoretica/18479): «Abbiamo bisogno di un’algor-etica, ovvero di un modo che renda computabili le valutazioni di bene e di male» ?
Un uomo di chiesa, che si dice sia anche esperto di informatica (ma io su Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Paolo_Benanti non ho trovato traccia dei suoi studi nel settore), e quindi dovrebbe conoscere il risultato di Turing sul problema della terminazione dei programmi informatici (https://it.wikipedia.org/wiki/Problema_della_terminazione), ritiene che il comportamento dell'Uomo, un'entità infinitamente più complessa di qualunque programma informatico, possa essere computato?
Ma mi faccia il piacere! (cit.)
Adesso che anche l'Unione Europea ha finalmente capito l'importanza dell'insegnamento dell'informatica, approvando nel Consiglio dell'Unione Europea a novembre 2023 una Raccomandazione che raccomanda a tutti gli Stati Membri di sviluppare un’istruzione di qualità in informatica nell’istruzione sia primaria che secondaria ( https://www.startmag.it/innovazione/la-raccomandazione-europea-insegnamento-...) si continua a sprecare tempo con queste stupidaggini?
Cui prodest?
Buona domenica! Il 23/08/2024 14:05, Paolo Atzeni ha scritto:
Credo che la questione non sia saper programmare (né tantomeno saper programmare a livello professionale), ma conoscere i principi dell'informatica, magari (chissà se noi lo vedremo mai), attraverso l'introduzione dell'informatica nella scuola, come disciplina curriculare autonoma, con i suoi principi (ovviamente di volta in volta adeguati al livello scolastico). L'introduzione alla programmazione può e deve essere una componente di questa formazione, ma non la esaurisce. E ovviamente le cosiddette competenze digitali di base sono solo un piccolo elemento in questa direzione, che rischia di essere fuorviante se enfatizzato in modo non opportuno.
Saluti,
-PA
-----Messaggio originale----- Da: nexa <nexa-bounces@server-nexa.polito.it> <nexa-bounces@server-nexa.polito.it> Per conto di M. Fioretti Inviato: venerdì 23 agosto 2024 13:36 A: nexa@server-nexa.polito.it Oggetto: Re: [nexa] C'e' cascato pure Benanti...
On Fri, Aug 23, 2024 11:01:01 AM +0200, Guido Vetere wrote:
domando retoricamente: bisogna conoscere python per capire, ad esempio, che un LLM non è un database o un gigantesco file word? perché ho il sospetto che il 99.9% dei politici che fanno le leggi e dei giornalisti che ne parlano non ci siano ancora arrivati
esatto, e' proprio di questo che parlo.
Marco
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-- EN https://www.hoepli.it/libro/la-rivoluzione-informatica/9788896069516.html ====================================================== Prof. Enrico Nardelli Past President di "Informatics Europe" Direttore del Laboratorio Nazionale "Informatica e Scuola" del CINI Dipartimento di Matematica - Università di Roma "Tor Vergata" Via della Ricerca Scientifica snc - 00133 Roma home page: https://www.mat.uniroma2.it/~nardelli blog: https://link-and-think.blogspot.it/ tel: +39 06 7259.4204 fax: +39 06 7259.4699 mobile: +39 335 590.2331 e-mail: nardelli@mat.uniroma2.it online meeting: https://blue.meet.garr.it/b/enr-y7f-t0q-ont ====================================================== --